Camorra a Venezia, 13 arresti. Coinvolti l'ex patron del San Donà e un bancario di Caorle

Indagine della Dda di Venezia e della Squadra Mobile, tredici i provvedimenti cautelari. Per Mauro Bugno, ex presidente della squadra di calcio, l'obbligo di dimora.

VENEZIA. La Questura di Venezia - su mandato della Direzione distrettuale antimafia - ha eseguito13 arresti tra Veneto, Campania e Puglia a carico dei componenti di un sodalizio criminoso nel quale sono coinvolti napoletani vicini ad ambienti della camorra, oltre ad un funzionario di banca e all'ex patron del San Donà Calcio, Mauro Bugno. I provvedimenti restrittivi sono eseguiti dalla Squadra Mobile di Venezia, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato (S.C.O.) e con la collaborazione delle squadre mobili di Lecce.

Le indagini hanno fatto emergere l’infedeltà di un funzionario di banca del Veneto orientale che aveva stretto assieme ad un imprenditore un «pactum sceleris» con pregiudicati di Napoli e Casal di Principe (Caserta). Il bancario, tra le altre, avrebbe fraudolentemente riempito quattro assegni, sottratti al Banco di Napoli, apponendo a ciascuno l’indicazione di beneficiari-complici per circa 4 milioni di euro.

Secondo quanto accertato il patron dell’A.C. San Donà Calcio 1922, per il pagamento degli stipendi ai giocatori e per sponsorizzazioni 2010/2011 della squadra di calcio aveva predisposto con il bancario la negoziazione di 10 di questi assegni per un importo di 970.000 euro. Somma che non è stata incassata solo per un caso, ragione per cui è scattata la spedizione punitiva degli 8 campani che, dopo aver sequestrato e picchiato selvaggiamente il bancario, gli hanno chiesto un 1 milione di euro per il mancato esito dell’affare.

Il grave quadro indiziario è stato esaustivamente riscontrato e compendiato dalle indagini della squadra mobile veneziana che hanno portato il pm della D.D.A. di Venezia Roberto Terzo a chiedere e ottenere dal gip Michele Medici, 13 provvedimenti restrittivi per estorsione aggravata, porto di armi da sparo, ricettazione, truffa, lesioni gravi, falso, commessi con l’aggravante delle modalità mafiose (416 bis).

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