Biometano prodotto dagli scarti vegetali Impianto quasi pronto

CAMPAGNA LUPIA. Un impianto di biometano all’avanguardia in Italia entrerà in funzione con l’inizio dell’estate a Lugo di Campagna Lupia. L’impianto è di proprietà dell’azienda agricola “Sant’Ilario”, azienda che si trova fra Dogaletto, Giare e Lughetto e si estende su 1400 ettari i cui terreni sono in parte impegnati con agricoltura intensiva e in parte estensiva. L’impianto costerà 5– 6 milioni di euro e verrà alimentato da una ventina di tonnellate di scarti vegetali, soprattutto erba, al giorno per produrre 1500 metri cubi l’ora di biometano. Questo sarà poi venduto con un distributore a ridosso della Romea e in parte ceduto alla rete gas Snam.
«L’impianto di biometano» spiega il responsabile, l’agronomo Ivan Furlanetto «è quasi finito. Ora manca il completamento della parte impiantistica, ma contiamo di concludere tutto con l’inizio dell’estate, cioè a fine giugno, inizio luglio al massimo. Il gas che verrà prodotto proviene dai prodotti della terra. Per l’80% l’impianto verrà alimentato da prodotti di scarto dell’azienda (fieno) e per il 20% da letame proveniente dalle stalle».
Tutto il procedimento di produzione non consente l’emissione di CO2 nell’aria. «Questa verrà venduta per scopi alimentari» spiega Furlanetto «Ad esempio per le bevande gassate».
Nelle scorse settimane il consiglio comunale a Campagna Lupia ha approvato la variante al piano degli interventi che permetterà di collegare la centrale di biometano con la rete pubblica del gas Snam a Lughetto, attraverso una condotta che passerà sotto il canale Novissimo. Una parte invece verrà venduta con un distributore si gas sulla Romea direttamente gestito dalla Sant’Ilario.
Un distributore che rispetterà tutte le misure di sicurezza previste per questo tipo di attività. «L’impianto di produzione di biometano» conclude Furlanetto «resterà acceso a ciclo continuo nell’arco delle 24 ore e non emetterà alcun tipo di odore nell’aria causato dalla lavorazione delle biomasse. È il secondo impianto del genere che viene aperto in Italia dopo uno che è stato attivato nel bresciano. Si tratta di un impianto altamente automatizzato. Impiegherà complessivamente 2– 3 operatori al massimo». —
Alessandro Abbadir
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