Benvenuti nel chilometro dell’azzardo

In centro a Mestre quattro sale scommesse e slot che distano pochi passi l’una dall’altra. L’ultima arrivata in via Verdi
Di Francesco Furlan
Agenzia Candussi, Giornalista Chiarin. Municipio di Mestre, primo consiglio municipalità. Nella foto il presidente: Vincenzo Conte
Agenzia Candussi, Giornalista Chiarin. Municipio di Mestre, primo consiglio municipalità. Nella foto il presidente: Vincenzo Conte

Benvenuti nel chilometro della scommessa: cento passi per saltare da una slot elettronica dove per vincere bisogna mettere in riga le ciliegie, a una puntata ai cavalli e altri cento passi per andare dalla partita a poker giocata allo schermo luminoso della macchinetta alla scommessa sull’ultima sfida del calcio. Con la prossima apertura di una nuova sala scommesse in via Verdi - vicino all’incrocio con via Murri - e conseguente strascico di polemiche e preoccupazione da parte dei residenti, si chiude l’ultimo vertice del quadrilatero delle scommesse, in centro di Mestre.

Una concentrazione che preoccupa: sia per i timori sull’ordine pubblico che per l’ennesimo incentivo al gioco, perché non tutti si limitano a una partitella o a una puntatina. Qualche numero aiuta a capire un fenomeno che spaventa gli specialisti: sono circa 150 le persone in carico al Servizio per le dipendenze dell’Asl 12, per la maggior parte uomini, cinquantenni, che non riescono a staccarsi dalle macchinette elettroniche, e si giocano lo stipendio, dimenticando la famiglia e gli amici. E questi sono solo coloro che fanno il primo passo, e trovano la forza di chiedere aiuto.

«Mi sono arrivate molte segnalazioni sulla nuova apertura di via Verdi», conferma l’assessore alla Sicurezza, Giorgio D’Este conosciuto nel quartiere anche perché la sede della lista che ha promosso in campagna elettorale, Coesione popolare, aveva sede proprio a poche centinaia di metri da dove aprirà la nuova sede. «Le esperienze del passato suggeriscono ai residenti che locali di questo tipo», aggiunge D’Este, «possono avere delle ripercussioni sul piano della sicurezza pubblica. Il Comune non ha strumenti per impedire, in via preventiva, l’apertura di queste attività ma abbiamo ben presente la concentrazione dell’area centrale di Mestre, per questo faremo maggiori controlli».

L’agenzia storica del quartiere è la sala scommesse Matchpoint Sisal di via Mazzini, la piccola laterale che collega via Verdi con via Carducci, già in passato al centro delle proteste dei residenti per la clientela, proteste poi rientrate anche per l’intervento dei proprietari, che più di qualche volta hanno pulito e sistemato l’area.

Bastano cento passi, in direzione di via Carducci, per raggiungere la sala scommesse Eurobet, aperta due mesi fa all’angolo con via Felisati.

Altri cento passi, in direzione di via Piave, e ci si trova di fronte alla sala Vlt - acronimo che sta per Videolottery - aperta anch’essa da pochi mesi e teatro, lo scorso novembre, di un pestaggio avvenuto lungo via Piave dopo che la lite era iniziata all’interno del locale.

Dall’incrocio tra le vie Piave e Carducci, percorrendo a piedi via Circonvallazione e poi svoltando a sinistra lungo via Verdi si raggiunge la nuova sala scommesse la cui apertura è prevista nei prossimi giorni, non appena sarà concluso l’allestimento. In questi giorni sono stati installati i pannelli interni, gli schermi e le telecamere esterne di sicurezza, che puntano sul marciapiede all’altezza di quella che sarà la porta d’ingresso al locale delle scommesse. E con quella di via Verdi si arriva a quattro sale nell’arco di meno di un chilometro. «Ormai sembra di essere a Las Vegas», dice Vincenzo Conte, presidente della Municipalità di Mestre centro, «una concentrazione in un’area così ristretta del centro pone effettivamente dei problemi. E le esperienze che abbiamo in altre zone ci dicono che spesso queste aperture possono portare dei problemi, è normale che le persone siano preoccupate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia