Battaglia sulle misure cautelari L’accusa in trasferta a Trieste

PORDENONE
Pioggia di ricorsi al tribunale del riesame di Trieste per riottenere la piena libertà. La Procura di Pordenone è pronta a dare battaglia: uno dei pm titolari dell’inchiesta sarà presente in udienza, per fornire supporto all’accusa, vista la mole dell’indagine, sviluppatasi per due anni e in più di una decina di faldoni. Ieri hanno depositato l’istanza Andrea Zaggia, 32 anni, di Saccolongo, Luca Gasparotto, 48 anni, di Cordovado (entrambi in obbligo di dimora e difesi dall’avvocato Chiara Maltese), Massimiliano Franzin 45 anni, di Oderzo, in obbligo di firma (avvocato Remo Lot). Al Riesame erano già pervenuti i ricorsi di Fabio Gaiatto, 43 anni, in carcere (avvocato Luca Ponti), della sua compagna Najima Romani, 31 anni, agli arresti domiciliari (avvocato Maurizio Miculan), Marco Zussino, 51 anni, di Basiliano (avvocato Elisabetta Zuliani), Ubaldo Sincovich, 65 anni, di Muggia (avvocato Claudio Vergine).
In controtendenza rispetto agli altri indagati, il counselor bergamasco Massimo Baroni, attualmente in obbligo di dimora, ha chiesto invece di essere interrogato dai pm. Difeso di fiducia dall’avvocato Andrea Ciccarone del foro di Como, Baroni è atteso al palazzo di giustizia in riva al Noncello lunedì mattina. «Il mio assistito – ha spiegato l’avvocato Ciccarone – vuole chiarire tutto agli inquirenti. Solo dopo l’interrogatorio, nella massima lealtà nei confronti della Procura, valuteremo se chiedere al gip la revoca della misura cautelare». La tesi difensiva è che Baroni era un semplice cliente di Gaiatto. «Fortuna vuole che non abbia perso denaro, ma ci abbia guadagnato. Per questo non si è allarmato», ha aggiunto Ciccarone. —
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