Altri 45 profughi sono arrivati a Eraclea

ERACLEA. Altri 45 migranti a Eraclea. Ora, sul litorale tra Jesolo ed Eraclea, sono più di 300. Ieri nel primo pomeriggio la Prefettura ha comunicato gli ultimi arrivi che andranno ad aggiungersi a quelli già ospitati provvisoriamente al residence Magnolie di via Olivi, prossimi al trasferimento, entro una settimana circa, all’ex caserma di Ca’ Turcata in fase di allestimento. Il sindaco di Eraclea, Giorgio Talon, lo ha appreso poco più tardi nel pomeriggio. Secco il suo commento: «Ne prendo atto, non eravamo stati informati precedentemente adesso vedremo cosa fare». L’Asl 10 per il momento non è stata informata, ma adesso è a disposizione anche il personale medico e infermieristico della cooperativa che gestisce l’ospitalità e collaborerà con l’Asl. A Eraclea Mare sono già circa 140 i migranti finora accolti al residence che era stato a suo tempo messo a disposizione da un privato, l’immobiliare "Venezia" con sede a Verona.
Il Comune ha ottenuto che sia adeguata la ex caserma, con specifici moduli abitativi, per il trasferimento dalla località balneare. Forse per questo è stato deciso l’ulteriore invio di migranti, sapendo che troveranno presto una collocazione che il prefetto Cuttaia considerano un "modello replicabile" anche in altre realtà.
Dure le reazioni, soprattutto negli ambienti della Lega. «Il Comune vuole autodistruggersi», dice il segretario del Carroccio, Giovanni Burato, «questo è l’ultimo obbiettivo del sindaco e dell’attuale maggioranza, concedendo spazio ai clandestini e consumando le poche risorse a disposizione. Un dispetto ai cittadini e agli operatori turistici che ormai hanno girato le spalle all’amministrazione in carica, stanchi delle promesse non mantenute. Non si può giustificare in altro modo la presa di posizione nella quale l’amministrazione benedice l’ accoglienza ai clandestini mentre tutte le altre amministrazioni del litorale invocano di fermare l’invasione anche il neo sindaco di Venezia si oppone si diktat del prefetto. I profughi vanno pure in gita a Venezia a spese nostre. Qualcuno invece dovrebbe obbligarli a pulire la spiaggia, le strade, le aiuole e le scuole trascurate del territorio di modo da ricompensare l’ospitalità che gli viene data. Anche a Ca’ Turcata, aggiunge il leghista , «non ci sono buone notizie. Se inizialmente per spostare i clandestini da Eraclea Mare si era pensato a un accampamento temporaneo, ora con l’utilizzo di moduli abitativi si potrebbe prospettare a Eraclea un vero centro di accoglienza stabile. Evenienza che saremo pronti a denunciare e contrastare con una manifestazione. Invitiamo inoltre il sindaco, viste le dichiarazioni sulla stampa, ad attivare i legali del Comune e farsi parte in causa per recuperare i 300.000 euro che avanza dalla società Immobiliare Venezia proprietaria degli appartamenti in cui i clandestini sono stati messi. Un decreto ingiuntivo e il pignoramento delle unità immobiliari permetterebbe di recuperare il perduto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








