Alcolici ai minori, maxi multa e tre mesi di chiusura in vista

MESTRE. Alcol ai minori, maxi multa e sospensione dell’attività per tre mesi. Nel mirino del nucleo operativo del servizio sicurezza urbana è finita l’osteria Perbacco, locale storico che cinque anni fa ha cambiato gestione e da tempo ravviva la zona pedonale con centinaia di giovani che sostano seduti ai tavolini per passare la serata spesso davanti a un bicchiere.
La polizia locale, però, tra loro ha trovato ben sette minori ai quali erano stati serviti alcolici: una ragazza di 15 anni e sei ragazzi di 17 che stavano bevendo spritz, birre e prosecchi. Immediata la contestazione di sette verbali amministrativi al gestore, uno da 333,33 euro e sei da 666,66 euro, per un totale di circa 4300 euro.
Non finisce qui. «La direzione Commercio del Comune» fa sapere l’amministrazione in una nota «avvierà a breve il procedimento per la sospensione dell’attività per tre mesi».
Il locale, stando alla normativa che si rifà al decreto Balduzzi applicata dagli agenti che hanno “pizzicato” i giovanissimi, potrebbe non aprire più fino a primavera. Gli operatori prima di palesarsi e chiedere i documenti, hanno fatto appostamenti in abiti civili su segnalazione dei residenti della zona.
Ieri il locale era aperto e i titolari fanno sapere che si opporranno alla chiusura. Per legge possono presentare le memorie difensive agli uffici una volta ricevuta la notifica di sospensione, ma poi spetterà alla direzione Commercio decidere nel merito. «Ho una clientela di circa 400 ragazzi» spiega Matteo Viola «può essermene sfuggito qualcuno di minore, difficile riconoscere un diciassettenne tra tutti quelli che passano. Siamo un locale che non ha mai dato fastidio, ci atteniamo alle regole, i nostri clienti sono tutti bravi ragazzi, io sono figlio di un docente delle Belle Arti e mi do da fare per promuovere cultura, mostre, eventi. Quando chiudiamo – mai dopo la mezzanotte – puliamo la via, controlliamo sempre che tutto sia in ordine».
Prosegue: «Non contestiamo la multa anche se in mezzo a gruppi tanto numerosi può sfuggire qualche minore che sembra più adulto, ma contesteremo la sospensione: farci chiudere tre mesi significa farci chiudere per sempre. In questa città non vogliono far lavorare la gente, vogliono fare scappare chi gestisce un locale».
Sotto accusa ci sarebbe un residente del palazzo di fronte, al quale darebbero fastidio i ragazzi. Solo qualche mese fa era stato chiuso (e lo è tuttora) il bar gestito da cinesi all’angolo tra via Manin e via Einaudi, un locale il cui gestore era stato più volte avvertito ed era già stato fatto chiudere dal Questore perché si dava da bere ai minori “shottini” alcolici oltre al fatto che sulle sue sedie sostavano da mattina a sera persone alcolizzate. —
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