«A Spinea non ci vogliono? Allora smontiamo il presepe»

SPINEA. «Ma quale ripensamento, tra oggi e domani smontiamo tutto». È un Luigino Faraon abbattuto quello che commenta il blitz vandalico al presepe dei motociclisti avvenuto tra il 26 e il 27 dicembre in piazzetta Donatori di Sangue. Il presidente del Moto Club Spinea spiega che la solidarietà andrà avanti, ma non ci sarà alcun raduno il giorno dell’Epifania, come invece era stato programmato.
Il raid dell’altra notte, quando era sparito il Gesù Bambino ed era stata decapitata la Madonna del presepe rappresentato con manichini vestiti da centauri, è stato un duro colpo. «Non è solo il presepe», spiega Faraon, «è la risposta della città al nostro impegno: siamo da febbraio senza sede, dopo l’inagibilità dichiarata alla casa delle associazioni di via Bennati. Nonostante tutto proseguiamo con le iniziative di sicurezza stradale e beneficenza, abbiamo offerto vin brulé a tutti durante i mercatini di Natale e fatto anche l’alcoltest gratuito, abbiamo offerto la pastasciutta agli immigrati la sera della vigilia e per tutta risposta ci ritroviamo il presepe devastato. Alla fine uno perde anche l’entusiasmo».
Secondo Faraon non si tratta solo di vandalismo: «È stato un blitz contro l’associazione» accusa.
Il Moto Club Spinea toglierà ciò che resta degli allestimenti, tenda compresa. Il giorno dell’Epifania non ci sarà alcuna festa con i Re Magi in moto, anche se la solidarietà, quella sì, andrà avanti. «Non è giusto che paghino i deboli», afferma Faraon, «a meno che non venga trovato ciò che è sparito, quindi il Bambin Gesù e la testa della Madonna, il nostro Natale finisce qui e ne riparleremo il prossimo anno. Forse. Non daremo occasione a certa plebaglia di rovinarci un’altra volta la festa».
Filippo De Gaspari
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