Secco no dei commercianti alla piazza chiusa alle auto

MIRANO. Per ora è solo una piazza di idee, ma siccome qualcuno la immagina già pedonale, ecco tornare di prepotenza alla ribalta il vecchio adagio, tutto miranese: piazza aperta o piazza chiusa? È bastato pubblicare il documento finale del percorso di partecipazione dei cittadini promosso dal Comune, chiamato appunto “La piazza delle idee”, per rispolverare un dibattito che pareva archiviato.
Nella “Carta dei valori”, che raccoglie le idee proposte da comitati, associazioni e singoli cittadini su come dovrà essere Mirano in futuro, non lascia spazio all’immaginazione la conclusione che riguarda proprio il cuore della città, piazza Martiri. «Oggi utilizzata come rotatoria», si legge nel documento, «va ripensata come spazio protetto dal traffico di passaggio. Si può prevedere un’area pedonale che diventi una sorta di salotto commerciale, una soluzione per avere un “centro commerciale” in piazza, servito dai parcheggi adiacenti al centro storico, predisposti sia per le auto sia per le bici».
Apriti cielo. Dopo anni di battaglie, raccolte di firme e incontri, ai commercianti del centro non pare vero di ritrovarsi punto e a capo. Ecco allora il loro documento contrario, giusto per fissare pochi ma precisi paletti: «I risultati del progetto sono condivisibili», scrivono i commercianti del centro storico, «non lo è la conclusione, che se da una parte riconosce un ruolo sociale alle attività commerciali, dall’altra propone scelte che non le favoriscono affatto. Siamo preoccupati quando leggiamo che la priorità è quella di una piazza “salotto commerciale”».
Le ragioni sono presto spiegate e non sono poi tanto diverse da quelle espresse nell’aspro dibattito di qualche anno fa, quand’era sindaco Roberto Cappelletto: «Il documento conclusivo non ha tenuto in gran conto le nostre considerazioni», denunciano i commercianti, «ogni mattina, quando apriamo le porte delle nostre attività, tocchiamo con mano la differenza in termini di affluenza e acquisti quando c’è la piazza aperta al traffico e quando invece è chiusa per la ztl».
Concludono: «Per poter essere competitivi va facilitato l’accesso ai negozi, il cliente oggi vuole risparmiare tempo e fatica, richiede comodità. Vuole i posti auto davanti alla bottega. Se no va altrove».
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