E il sindaco voga assieme a Gloria Rogliani

Pioggia per trequarti di regata ma, alla fine, quasi beffardo, è comparso il sole. C’è stato chi, come il sindaco Giorgio Orsoni, comprensibilmente a corto di allenamento per i suoi impegni istituzionali, non ha completato i trenta chilometri della Vogalonga.
Il primo cittadino è salito a prua della sampierota, la barca più tipica di Venezia, di Sergio Boldrin. A puppa c’era niente meno che Gloria Rogliani, la campionessa della Regata storica: «Troppa pioggia», ha detto vicino ai Tre Archi Gloria Rogliani, «io e il sindaco abbiamo deciso di far finire la regata alla Certosa dopo circa tre chilometri. Certo, personalmente, avrei potuto anche completarla la Vogalonga, ma oggi avevo una domenica densa d’impegni e non mi andava di mettere a repentaglio la salute sotto questa maledetta pioggia». All’arrivo, alla Punta della Salute, il collega di giunta di Giorgio Orsoni, l’assessore al turismo, Roberto Panciera, ha promesso che il prossimo anno, quello della quarantesima edizione, proporrà al comitato organizzatore di far pagare dieci euro d’iscrizione, invece di venti, ai veneziani. Non c’è stata alcuna reazione ufficiale da parte di Emenegildo “Lalo “ Rosa Salva e dei suoi collaboratori. Potrebbe essere questo il punto d’incontro con le remiere veneziane, visto che la stessa richiesta è stata fatta, proprio ieri, mentre le barche transitavano lungo il rio di Cannaregio, da Ferruccio ed Elvio Cristante, rispettivamente ex presidente e vicepresidente della Remiera Tre Archi. «Quest’anno ho proibito che una nostra caorlina a sei partecipasse alla Vogalonga», ha spiegato Elvio Cristante, «con le insegne della Remiera Tre Archi, proprio perché c’era qualche socio che non avrebbe voluto pagare i 20 euro d’iscrizione. Lancio un messaggio a Piero Ragazzi, presidente del Panathlon: il prossimo anno, per festeggiare i 40 anni della Vogalonga, il comitato organizzatore elimini la tassa d’iscrizione per i veneziani».
C’è stato anche chi, proprio per non pagare la tassa d’iscrizione, ha partecipato ugualmente alla regata non competitiva senza il pettorale e usufruendo dei servizi della Vogalonga. Come quello dei ristori, il più pittoresco dei quali è stato quello organizzato a Mazzorbo, proprio a metà percorso, da Enrico Rosa Salva, che ha lanciato delle banane ai vogatori. (d.v.)
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