Il Comune diventa “padrone” di tutti i beni demaniali

Comune e Demanio vanno avanti per valorizzare insieme - oltre l’Arsenale - altri beni di proprietà statale presenti sul territorio veneziano. Tra di essi, sicuramente l’area degli ex cantieri Actv di Sant’Elena, che attende da anni il via libera al progetto di realizzazione di nuovi alloggi per veneziani offerti in affitto in social housing - pronto da tempo - e che potrebbe vedere la luce.
La nuova collaborazione è stata stabilita nell’ultima riunione dell’Assemblea dei soci di Arsenale spa, la societa mista composta da Comune e Demanio che in questi anni si è occupata proprio della gestione del complesso storico, ma che ora ha in pratica esaurito il suo compito, nel momento in cui la proprietà dell’Arsenale è diventata interamente comunale.
La società verrà quindi probabilmente posta in liquidazione il mese prossimo, nella prossima assemblea dei suoi componenti, ma dalle sue ceneri potrebbe sorgerne una nuova, ancora con Comune e Demanio insieme, questa volta proprio per occuparsi della valorizzazione degli altri beni demaniali presenti in laguna e che l’Agenzia del Demanio, da sola, non riesce a sfruttare. L’elenco è lungo e va da isole come San Giacomo in Paludo e Poveglia - per la quale, con il progetto ValorePaese, il demanio ha comunque provato a lanciare in questi giorni un bando per la ricerca di privati disposti a gestirli in concessione cinquantennale - alla Caserma Pepe del Lido, su cui Ca’Farsetti ha già impostato progetti di sviluppo del suo master in diritti umani. A aree appunto come gli ex cantieri Actv di Sant’Elena Comune e Demanio stileranno prossimamente un protocollo d’intesa per elencare i beni oggetto di valorizzazione e cominciare a lavorare, ma il “contenitore” operativo potrebbe essere appunto una nuova società che li veda soci. Ma chi si occuperà della valorizzazione dell’Arsenale. Se Arsenale spa verrà sciolta, la nuova società potrebbe occuparsi anche di questo compito.
Oppure - come ha già proposto l’assessore alle Aziende Antonio Paruzzolo - la gestione ritornerà direttamente al Comune, ma in questo caso dovrà chiudersi celermente il processo di creazione di una nuova holding immobiliare di Ca’ Farsetti che accorpi le varie controllate comunali, a cui affidare anche la valorizzazione dell’Arsenale.
Una cosa, infatti, sembra certa, sulla base dell’esperienza: un “contenitore” della complessità e delle dimensioni dell’Arsenale ha bisogno di una struttura specifica che se ne occupi. Ma anche per altre società comunali è in arrivoil momento della verità. Martedì è in programma il Comnsiglio di amministrazione di Ve.la, la nuova holding degli eventi e dell’immagine di Venezia che accorpa tre società precedenti (Venezia Marketing & eventi, Vela e Lido Eventi e Congressi) e alla cui guida sarà chiamato un manager ed è circolato, a questo proposito, il nome dell’ex presidente di Fondazione Musei e Casinò Sandro Parenzo.
Un manager sarebbe comunque già stato ingaggiato per occuparsi per conto del Comune di sponsorizzazioni e marketing. È un veneziano di ritorno come Mario De Vivo, già direttore commerciale di una società calcistica di primo piano come l’Inter e che ha già lavorato per aziende come Oviesse Gruppo Coin, Geox. De Vivo dovrà necessariamente, occuoarsi, nel suo ruolo, anche dell’attività di Ve.la.
Ma la nuova società vedrà con ogni probabilità un consiglio di amministrazione allargato - da tre a cinque membri - anche per consentire il mantenimento di professionalità come quella dell’attuale presidente di Venezia Marketing & Eventi Piero Rosa Salva. Previste infatti specifiche deleghe per alcuni consiglieri proprio per ripartire i compiti all’interno della nuova società che nelle intenzioni di Ca’ Farsetti dovrebbe mantenersi con risorse proprie e prourne per il Comune anziché fare conto sul finanziamento di Ca’Farsetti.
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