«Multe e controlli mi sento vessato Potrei mollare tutto»

Lo sfogo di Stefano Ceolin, titolare del locale “Il Palco” «Vigili tutti i giorni e ora non posso pubblicizzare gli eventi»
Di Marta Artico
Bar Il Palco, piazza Battisti, Mestre
Bar Il Palco, piazza Battisti, Mestre

«Sono stufo di essere trattato come un bandito, essere controllato dai vigili, che non possono fare altrimenti, un giorno sì e uno anche. E ricevere diffide dall’ufficio del Commercio, mi viene voglia di mollare tutto». Lo sfogo è di Stefano Ceolin, titolare de “Il Palco”, a due passi dal teatro Toniolo, che ieri mattina nell’accogliere i parlamentari del Pd che hanno scelto il locale per presentare gli “otto punti per un governo di cambiamento”, ha piazzato sul bancone dei volantini di protesta. Nel primo si spiega la decisione di annullare l’appuntamento di domenica prossima, sulla storia della “Mestre Beat degli anni ‘60”, al quale avrebbe dovuto presenziare l’assessore Tiziana Agostini. «Scusandoci con la Siae», si legge, «che non riceverà quei soldi che avrebbe altrimenti accettato volentieri, gli artisti, i tecnici e le varie figure organizzative e in primis l’assessora alla Cultura che da un anno condivideva un progetto che certo non prevedeva un guadagno per il Palco (nessun biglietto di ingresso, nessuna maggiorazione, nessun obbligo di consumazione tout court) semmai un importante sforzo economico che avevamo scelto con entusiasmo, comunica che l’happening non si farà». Motivo? Lo scrive e lo spiega: «Sono stanco di dovermi ritrovare sempre perso in bicchieri d’acqua, combattere contro i mulini a vento in tempi grami, in cui ben altri fronti sono aperti e caldi, dopo migliaia di euro sciupati in multe, espressione di obbedienza cieca alla legge piuttosto che di buon senso». E ancora: «Per questo il Palco oltre al menù, non farà più sapere cosa propone».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, Ceolin la traduce in una mail dell’assessorato, in cui si diffida formalmente il locale dal pubblicizzare gli eventi: «Evidentemente qualcuno ha creduto di vedere nella pagina Facebook qualche cosa che non c’entrava con il Palco e mi ha segnalato agli uffici».

E dunque Ceolin ha dovuto chiamare per l’ennesima volta il suo avvocato, per rispondere e contro dedurre il procedimento. Spiega: «Qui vengono tutti, nessuno sostiene costi, nessuno è obbligato a consumare. Solo la volontà di fare cultura e contribuire allo viluppo di un percorso culturale per la città». Invece? «Ricevo in cambio controlli, oramai ho fatto più perizie io che nessun altro, prendo multe come quella volta che ho atteso i Momix in ritardo con lo spettacolo oltre l’una, o quella volta che ho sforato l’orario per la Reyer che aveva vinto il campionato, o quella volta ancora che ho aggiunto due tavolini fuori perché dentro era caldo. E adesso la pubblicità al locale, perché io sono autorizzato a somministrare cibi e bevande, posso fare intrattenimento ma non farlo sapere altrimenti diventerebbe la mia attività prevalente».

Conclude: «Non ce l’ho con i vigili, né con l’ufficio al Commercio, fanno il loro dovere, ma mi sento perseguitato e vessato, così non posso più lavorare». Ieri Ceolin si è appellato anche al vicesindaco, Sandro Simionato, il quale ha promesso che si informerà.

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