Fontego approvato ma sarà battaglia nelle aule di giustizia

Convenzione con Benetton votata a tarda notte in Consiglio Indaga la Corte dei Conti, altri esposti di Italia Nostra e M5S
Di Enrico Tantucci

Il Consiglio comunale, a tarda notte, ha dato il via libera definitivo alla convenzione tra Comune e gruppo Benetton sul Fontego dei Tedeschi, con i lavori di ristrutturazione che dovrebbero partire entro l’estate. Ma, come avvenuto per la realizzazione del ponte di Calatrava, la vicenda rischia anche qui di avere un secondo tempo giocato sui tavoli della magistratura.

Quella contabile, con un esposto alla Corte dei Conti- che ha già aperto un fascicolo conoscitivo sulla vicenda sulla base di un esposto già presentato dal Movimento CinqueStelle per il possibile danno erariale. E quella giudiziaria, con un altro esposto che verrà presentato alla Procura della Repubblica, individuando profili di possibile illegittimità nell'accordo che sindaco e Giunta hanno raggiunto con Edizione - la società del gruppo Benetton proprietaria del cinquecentesco edificio - per il suo cambio di destinazione d'uso ai fini della sua trasformazione in un grande magazzino de “La Rinascente”. Sia Italia Nostra, sia il Movimento Cinque Stelle hanno già annunciato la presentazione dei nuovi esposti, che avevano vincolato, appunto, al voto conclusivo del Consiglio comunale. Il via libera è appunto arrivato a tarda notte, con una maggioranza abbastanza ampia (18 favorevoli e 7 contrari, più alcuni astenuti), anche perché una parte delle opposizioni non ha alla fine partecipato al voto, ma qualche astensione si è manifestata anche nelle file del Pd.

Via libera solo a un paio di emendamenti, della cinquantina di quelli presentati, che però di fatto non modificano la convenzione così come è stata stipulata da Comune e gruppo Benetton. I movimenti, associazioni e partiti contrari all'accordo per il Fontego individuano diverse possibili irregolarità nella delibera licenziata dal Consiglio. La prima riguarda l'assenza di una stima certificata e ufficiale da parte degli uffici sull'incremento di valore dell'immobile per la concessione della nuova destinazione commerciale. Si contesta anche l'entità del beneficio pubblico di 6 milioni di euro, ritenuto troppo esiguo anche in base alle stime indicative della zona fornite al Comune dall'Agenzia del Territorio. Sotto la lente di ingrandimento anche la rinuncia agli standard per i servizi di uso pubblico connessi alla nuova area commerciale, che nell'ultima versione della convenzione Ca' Farsetti ha inglobato nei 6 milioni di euro concordati con il gruppo Benetton, ma che invece avrebbero dovuti essere conteggiati secondo la prassi (0,80 metri quadri di spazi pubblici ogni metro di superficiale commerciale), per averli all'interno dell'edificio o per vederli per lo meno monetizzati. Si contesta infine il fatto che il sindaco Giorgio Orsoni abbia stilato con il gruppo Benetton una convenzione vincolante sul Fontego prima del passaggio in Consiglio comunale, e non, come prevederebbe anche lo statuto di Ca’ Farsetti, un semplice protocollo d'intesa, suscettibile di modifiche tenendo conto proprio del parere dell'aula di Ca' Farsetti. Per la Giunta – e la maggioranza, con qualche mal di pancia, le ha fatto scudo - la convenzione e la procedura seguita nell’accordo sul Fontego dei Tedeschi sono comunque corrette e anche i tecnici hanno confermato le indicazioni seguite. Si tratta di vedere se basterà per chiudere la vicenda.

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