Allarme discariche Dalle “terre rosse” ceneri nei canali

MIRA. È allarme discariche a Mira Quella delle “terre rosse “ o ceneri di pirite a Dogaletto è tracimata con gli ultimi nubifragi. Il materiale inquinante è finito nei campi, e ora le forze politiche e i cittadini chiedono al sindaco Alvise Maniero di fare qualcosa per evitare che si consumi un vero e proprio disastro. Ma le discariche pericolose sul territorio comunale sono 11 e per risolvere la situazione è necessario trovare accordi con gli enti sovracomunali.
Ceneri di pirite. «Nei giorni scorsi a causa dei forti nubifragi», spiega il consigliere di opposizione Mattia Donadel, «dai depositi di cenere di pirite di Dogaletto moltissimo materiale inquinante è tracimato nei campi superando le vasche di contenimento. La gente chiede che sia realizzato il promesso diaframma, una barriera in grado di evitare ulteriori sversamenti nell’area lagunare, e nella campagna circostante di via Bastie e via Bastiette, dove si trovano i cumuli lasciati negli anni dalla Veneta Mineraria». Da decenni il deposito delle “terre rosse” rappresenta un problema ambientale. Nel corso degli anni sono stati molti i procedimenti intentati nei confronti della proprietà che non ha avviato la bonifica del sito. Un accordo dello scorso anno definiva competenze e tempi per la messa in sicurezza, la successiva bonifica e l’asporto del materiale (700 mila metri cubi) che, dopo un trattamento, potrà anche essere riutilizzato nell’industria. Nulla però è stato fatto.
Area via Fornace. Se la questione delle «Terre Rosse» è la più urgente dal punto di vista dei pericoli ambientali, resta un mistero su come si vorrà procedere in via S. Antonio e via della Fornace a Mira Buse dove in un’area a ridosso dell’ex Mira Lanza è stata individuata una falda acquifera inquinatissima con concentrazione di metalli pesanti da incubo.
Altre discariche. Irrisolte poi le questioni delle discariche di via Teramo a Borbiago dove negli anni ’70 vennero sepolti in modo abusivo 7000 fusti tossico nocivi. È stata messa in sicurezza solo parzialmente l’area inquinata della C&C a Malcontenta in via Foscara,azienda posta sotto sequestro nel 2005 con l’arresto del proprietario che utilizzava materiali alla diossina le massicciate dell’alta velocità.
Alessandro Abbadir
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