Ambientalisti parte civile in difesa delle dune

LIDO
Le associazioni ambientaliste si costituiranno parte civile nel procedimento penale a carico della ditta e del privato che eseguirono lavori di sbancamento delle dune nella concessione demaniale che quest’ultimo ha lungo il litorale che da Malamocco porta agli Alberoni. Gli ambientalisti stanno infatti valutando la cosa con i propri legali, in vista della discussione del caso prevista nel prossimo mese di marzo. Tutto fa capo a un episodio avvenuto mesi fa in un tratto di spiaggia non utilizzato per il pubblico come stabilimento balneare, ma in concessione a un privato di fuori regione che incaricò una ditta del posto per dei lavori in spiaggia. In base a quanto denunciato dalle associazioni ambientaliste e poi ripreso dal pm che segue il caso, la ditta avrebbe utilizzato escavatori intervenendo sulle dune naturali che si erano già consolidate nella zona della concessione, spianandole e quindi danneggiando un’area naturale che non avrebbe quindi dovuto ricevere quel trattamento. Uso di escavatori che oltretutto è avvenuto in difformità rispetto a quanto stabilisce il Comune nei termini del proprio piano particolareggiato degli arenili. Le uniche operazioni consentiti in quei tratti di spiaggia, invece, sono quelle selettive a mano, limitate solo all’asporto di quei materiali ritenuti rifiuti e magari portati a riva dalle onde. «E’ stato provocato un grave danno a quell’ambiente naturale _ sostengono gli ambientalisti _ per questo stiamo discutendo della faccenda con il nostro legale per costituirci parte civile in questo procedimento penale. Ad essere stati danneggiati sono il Demanio e il Comune, ma con questa nostra possibile presa di posizione vogliamo far capire alle istituzioni che servono anche maggiori controlli sul territorio, e che comunque serve un maggiore rispetto per l’ambiente». Il 20 marzo prossimo si discuterà quindi della vicenda nella sede distaccata di Mestre del tribunale veneziano. Il caso degli Alberoni aveva provocato parecchie polemiche all’epoca, proprio sul fronte dei controlli delle varie concessioni e del valore, in ambito naturalistico, delle dune che erano state spianate. Tanto è vero che pure in un ipotetico ampliamento delle concessioni balneari lidensi, ma anche della creazione di quelle che forse già il prossimo anno potrebbero sorgere a Pellestrina, la protezione dell’area dunale è sempre stata ritenuta un elemento primario da parte degli ambientalisti del Lido e non solo, riconoscendo la valenza dell’habitat delle due isole, ritenuto unico per tutta l’area costiera del nord Adriatico.
Simone Bianchi
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