Concessioni sulle spiagge i Comuni ora fanno squadra

Direttiva Bolkestein, saranno istituite tre commissioni tecniche per dirimere i nodi «Bisogna integrare la legge regionale per dare garanzie a chi ha investito»
Giovanni Cagnassi Daniele Zennaro

Chioggia

«I nostri imprenditori del turismo balneare avranno i sindaci al loro fianco». Ha esordito così il sindaco di Chioggia Mauro Armelao alla conferenza dei sindaci del litorale veneto che ieri pomeriggio si è tenuta a Chioggia, con tutti i nove sindaci interessati in presenza. Sul tavolo soprattutto le problematiche legate alla direttiva Bolkestein che prevede la messa a gara delle concessioni demaniali turistiche a partire dal 1° gennaio 2024, anticipando di quasi dieci anni la scadenza precedente. Oltre ai sindaci, accompagnati anche dagli assessori di competenza, hanno partecipato l’assessore regionale al Demanio Francesco Calzavara e l’eurodeputata Rosanna Conte. La questione è indubbiamente alquanto delicata, soprattutto perché non permette agli attuali concessionari di procedere con eventuali investimenti per migliorare le proprie strutture.

Un concetto, quello della battaglia da affrontare uniti, amministrazioni ed imprenditori, ribadito anche dalla sindaca di Cavallino-Treporti Roberta Nesto, presidente della conferenza dei sindaci. Un punto di partenza per quanto riguarda la questione demaniale può già arrivare dalla Regione attraverso la legge regionale 33 del 2002. «Sicuramente c’è poco tempo per lavorare», spiega l’assessore regionale Calzavara, «Bisogna correre e chiarirsi le idee: ho partecipato all’incontro per capire con i sindaci come la Regione può aiutarli a dare risposte alle comunità ed eventualmente creare un pluralismo di gara che tenga conto della specificità dei vari territori».

Una soluzione che dovranno cercare di trovare assieme le amministrazioni comunali e la Regione per mettere l’economia del turismo nelle condizioni di continuare ad essere competitiva e garantire occupazione e riconoscimento per il grande lavoro fatto fino ad oggi. Serve, dunque, attraverso l’istituzione di tre commissioni, un nuovo regolamento d’uso del demanio marittimo unico per tutta la costa veneta per la sicurezza e per il lavoro per tutelare le varie situazioni concessionarie esistenti sul litorale, oltre al completamento della legge 33 da parte della regione Veneto, per poter essere pronti alle nuove gare per le concessioni che partiranno dal 2024.

Fondamentale dunque un lavoro di squadra con la Regione per un’integrazione della legge che dia garanzie ai concessionari. La presidente Nesto è in perfetta sintonia. Ci sono già esempi di concessionari che a Bibione, Eraclea Mare e Cavallino Treporti hanno ottenuto concessioni lunghe grazie a un negoziato che considera gli investimenti fatti nel corso degli anni e anche i benefici garantiti al pubblico in termini di infrastrutture. Insomma, non tutto è ancora perduto e ci sono margini di intervento per dare qualche garanzia a chi sente il terreno sfuggire sotto i piedi in nome di una concorrenza che potrebbe rivoluzionare completamente equilibri consolidati nei decenni in cui tutto era garantito e automatico. —

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