Un commissario per il treno per l’aeroporto Marco Polo

Dopo il vertice del 21 gennaio scorso tra la vicepresidente della Regione, e assessore alle Infrastrutture Elisa De Berti e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, l’intesa Comune-Regione porta la giunta regionale ad esprimere, con apposito provvedimento, parere favorevole al progetto della bretella ferroviaria con l’aeroporto Marco Polo di Venezia, che deve ora essere esaminato dal Cipe. Con la novità della richiesta, condivisa, di una gestione commissariale «delle procedure per la realizzazione dell’opera per una sua rapida ed efficace attuazione, anche per garantire gli adeguati risarcimenti degli espropri». Un commissario, già invocato nei mesi scorsi dai comitati cittadini e da Deborah Onisto, consigliera Fi e raccordo con i cittadini di Dese, via Ca’ Litomarino e Tessera che sono in apprensione per il progetto di collegamento ferroviario con l’aeroporto, che prevede il collegamento tra la rete ferroviaria storica della Venezia-Trieste e l’aeroporto con una nuova linea ferroviaria che impatta con campagna, comunità, boschi. In discussione è lo sviluppo a “cappio”: tracciato da 8 chilometri, con una galleria di 3,3 chilometri, tratti in viadotto e trincea e altri 3,13 chilometri di rilevato. Opera strategica per il governo Conte, che si vuole pronta per le Olimpiadi del 2026 di Milano e Cortina. La infrastruttura ferroviaria, rivista alla luce dell’accordo Save-Enac-Rfi del 2017, vale ben 425 milioni di euro che ora spetta al Cipe confermare. E in vista della intesa Stato-Regione che il Cipe deve sancire, rende noto la De Berti la Regione di Luca Zaia e il Comune guidato da Brugnaro condividono una linea comune di richieste, anche tenendo conto delle «istanze provenienti dal territorio e dai cittadini». Un commissario, quindi, ma anche una serie di prescrizioni e la richiesta di realizzazione di opere compensative, al fine di ridurre il più possibile l’impatto territoriale e sociale dell’opera: «si tratta di elementi imprescindibili per mitigare gli effetti ambientali ma anche quelli socio-economici», recita il verbale. «Dall’accordo tra Regione del Veneto e Comune di Venezia emergono anche altri aspetti rilevanti, come la volontà di implementare la collaborazione per promuovere e attuare ulteriori progetti, tra cui la variante di Tessera sulla Statale 14, in capo all’Anas, non di diretta competenza ma funzionali e integrativi al collegamento ferroviario», prosegue la vicepresidente. Ci sono ovviamente la fermata Stadio nel quadrante; una serie di barriere fonoassorbenti, sottopassi ciclopedonali che devono evitare l’isolamento delle varie frazioni, in particolare Dese, Praello, via Bosco Chiesa e via Bosco Berizzi. Contro l’asse Comune-Regione si schiera Articolo Uno con Gabriele Scaramuzza: «Occorre chiedere con forza il ritiro del progetto, e un nuovo tracciato, più economico, meno impattante, e più celere: ma per fare questo Comune e Regione dovrebbero abbandonare il gigantismo del loro approccio e favorire una cultura della cura del territorio, degli abitanti e delle infrastrutture», denuncia. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








