Coronavirus a San Donà, Paludetto non ce l’ha fatta: l’imprenditore aveva 90 anni

Ex proprietario del bar Giorgione oggi gestito dal figlio Antonio era entrato in ospedale a Jesolo dieci giorni fa e sembrava che avesse superato la malattia
SCATTOLIN - TOMMASELLA - SAN DONA’ - PALUDETTO ODO
SCATTOLIN - TOMMASELLA - SAN DONA’ - PALUDETTO ODO

SAN DONA'. Era entrato in ospedale a Jesolo 10 giorni fa, tra i contagiati di coronavirus. Questa volta il roccioso Odo Paludetto non ce l’ha fatta. Contro quella grave malattia il suo fisico ancora forte e i suoi polmoni da tenore non hanno retto. 90 anni, avrebbe compiuto i 91 tra due mesi, l’ex proprietario del bar Giorgione lungo l’omonima via di San Donà era un uomo alto, forte, che ancora guidava e conduceva una vita tranquilla da pensionato.

La malattia se l’è portato via strappandolo all’affetto dei suoi figli Diego, Antonio – che oggi gestisce il bar – Monica, Gary e Sandro. Una bella famiglia che aveva sofferto già per la morte della mamma e di una sorella diversi anni fa. Odo era il patriarca, imprenditore vivace e pieno di idee che aveva trasmesso ai figli la passione per il lavoro e il commercio. Aveva accusato una forte febbre che lo aveva costretto a casa per 4 giorni, poi il sospetto di aver contratto il virus, la certezza avuta con il tampone e il ricovero all’ospedale di Jesolo.

Da allora i figli non lo hanno più potuto vedere e ieri hanno avuto la notizia del decesso. Sembrava fosse quasi uscito dalla malattia dopo 14 giorni, il nuovo tampone era risultato negativo e si attendeva il secondo per poterlo dimettere. Ma la polmonite ormai aveva compromesso definitivamente la sua salute. Le onoranze funebri Bustreo di San Donà hanno dovuto ricomporre secondo le rigide regole del protocollo di sicurezza l’ennesima salma che andrà verso la cremazione martedì. Ora la famiglia attende quel breve ultimo saluto senza neppure la possibilità di celebrare le esequie in chiesa. Dolore che si aggiunge al dolore di tante, troppe famiglie. —

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