Sigit compra Speedline, presentato il preliminare: salvi i 202 lavoratori
Presentato al ministero il contratto preliminare per la cessione di Speedline al gruppo torinese Sigit. Il passaggio definitivo è previsto il 27 novembre a Santa Maria di Sala. Il piano industriale prevede investimenti, nuovi impianti e il reintegro progressivo di tutti i 202 dipendenti entro il 2029

È stato presentato al Ministero del Made in Italy il contratto preliminare per la vendita al gruppo torinese Sigit di Speedline, marchio specializzato nella produzione di cerchi in lega di alta gamma. La chiusura dell’operazione è prevista per il 27 novembre proprio a Santa Maria di Sala, alla presenza del ministro delle Imprese Adolfo Urso, dei vertici Sigit, delle istituzioni, dei sindacati e dei lavoratori.
È l’epilogo atteso dopo anni in cui l’azienda, dopo l’annuncio del disimpegno della proprietà nel 2021 (allora aveva 600 dipendenti), e poi il commissariamento, ha rischiato di sparire. Il piano industriale di Sigit, gruppo partecipato dal fondo sovrano dell’Oman, prevede investimenti per ammodernare gli impianti, automatizzare i processi e introdurre nuove tecnologie produttive.
Sono previsti interventi di efficientamento energetico e produttivo, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dello stabilimento e consolidarne il posizionamento nel segmento dei cerchi in lega di alta gamma. È previsto il trasferimento di tutti i 202 dipendenti attualmente in forza, rispetto ai 161 inizialmente indicati. Ammortizzatori sociali, formazione e riqualificazione accompagneranno la riorganizzazione. Per far ripartire a pieno ritmo la produzione, Sigit ha costituito una nuova società ad hoc, la Speedline Italia.
I numeri del piano prevedono l’impiego iniziale di 40 lavoratori nel gennaio 2027, che saliranno a 60 entro giugno e a 80 alla fine del 2027, proseguendo progressivamente nell’arco di 36 mesi fino al completo reintegro dei 202 addetti previsto per il 2029.
L’operazione che sarà ufficializzata il prossimo 27 novembre punta a creare un campione industriale italiano competitivo sui mercati globali, integrando le competenze delle due aziende, valorizzando il know-how nazionale e rafforzando l’efficienza produttiva e la filiera automotive. L’obiettivo è mantenere in Italia produzione, tecnologie e professionalità strategiche.
Grande la soddisfazione dei sindacati Fiom-Cgil e Fim-Cisl: «Finalmente è stato stabilito che il contratto preliminare del passaggio di Speedline al Gruppo Sigit di Torino sarà sottoscritto nei primi giorni della prossima settimana e già il 27 novembre è previsto il passaggio definitivo della proprietà. L’ingresso di Sigit prevederà una partenza degli investimenti e la ricerca di commesse atte a implementare la produzione. Riteniamo che i prossimi mesi ci vedranno impegnati a gestire una delicata fase di transizione per ripartire», commentano i sindacati, «dovremmo definire alcuni passaggi chiave a cominciare dal piano industriale su cui va fatta chiarezza. Sappiamo che molti marchi del settore fino a oggi hanno creduto in questa impresa nonostante tutte le difficoltà affrontate e ci sarà un impegno congiunto con anche le istituzioni affinché quella fiducia continui a esserci».
I sindacati intanto hanno indetto un’assemblea in azienda con i lavoratori per lunedì 9 novembre. «Il salvataggio di Speedline», aggiunge Raffaele Speranzon, vice capogruppo a Palazzo Madama di Fratelli d’Italia, «è una bellissima notizia per il sistema Italia, ma soprattutto per il nostro territorio, per i tanti lavoratori specializzati e le loro famiglie che con questo accordo vedranno salvaguardati i posti di lavoro».
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