Coronavirus. Vita dura per chi deve lavorare: da oggi la cura dimagrante di Actv

VENEZIA. Rivoluzione delle corse del trasporto pubblico con raffica di lamentele: da oggi scatta la cura dimagrante delle linee della navigazione e dell’automobilistico. Ai tempi del Coronavirus, in un centro storico vuoto di turisti e in una città con scuole e aziende chiuse, il trasporto pubblico perde 170 mila euro al giorno e riduce corse e orari.
Nessuno contesta il calo del servizio, necessario per una città ferma per le disposizioni governative, ma con pochi bus e vaporetti chi deve muoversi per lavoro viene ostacolato e si trova a viaggiare senza la certezza del metro di distanza dal vicino. In allarme sono tanti: i lavoratori che si spostano tra Mestre e Venezia, gli operatori sanitari che lavorano nei due nosocomi, i netturbini che puliscono la città e gli operatori di case di riposo, nelle isole, e assistenza domiciliare. L’intento del piano straordinario era di non toccare pendolari e corse per gli ospedali ma l’effetto è di generale malcontento. Le proteste sono varie e comprendono il plotone di abbonati ai servizi Actv che chiedono invano un rimborso per abbonamenti già pagati ad un servizio che riduce fortemente con una media, nelle corse più frequentate, che impressiona: dalle 6 corse l’ora ad appena due. E il tram riduce le corse.
Le principali novità del servizio automobilistico: le linee notturne circolari N1, N3, N4 e N5 e le corse serali di linea 4 vengono sospese; il tram T1 dalle 9.00 in avanti viaggia con 2 corse all’ora e dalle 20 fino alle 23.34 è sostituito dai bus. Il tram T2 per Marghera subisce la stessa sorte con ultima corsa alle 21.40 in direzione Mestre Centro.
La utilizzatissima linea 2 dalle 5 del mattino passano a due corse l’ora mantenendo le corse con capolinea viale Don Sturzo. La linea 4L si svolge con due corse l’ora, ultima alle 23.41 in direzione Venezia-Mestre Centro. Ancora la linea 5 per l’aeroporto passa a due corse l’ora, ultima per lo scalo aereo alle 23.40. Due corse l’ora anche per il 6 e 6L; ultime alle 23.40 in direzione Venezia-Chirignago. Sospesa la linea 7 che collega Venezia a Mirano e Spinea. Resta in funzione la linea 7E con ultima corsa alle 23.35. Una corsa l’ora per la linea 10, per la 18 (che serve Ca’ Sabbioni ma non Fusina), la linea 19 e la 43 che collega Venezia con la stazione Fs di Mestre (ultima corsa alle 19.20). Sospese ancora le linee 12L; la 53 urbana e la 81F.
Immediate le reazioni e le richieste di correttivi. Alcune modifiche sono state apportate in corsa ai collegamenti tra Pellestrina, Chioggia e Lido (la linea 11 resta invariata per intervento del consigliere Scarpa Marta). Gli orari della navigazione sono stati pubblicati ieri verso le 18 con una serie di rimodulazioni di orari.
Durissima la situazione nelle isole. L'ultima corsa del motoscafo per arrivare al Lido da piazzale Roma sarà alle 20.26. E la cadenza sarà di una corsa all'ora per tutta la giornata. Semi-impossibile muoversi.
La Funzione pubblica metropolitana della Cgil con Italia Scattolin ha scritto al sindaco Brugnaro e ai vertici di Actv ritenendo «fortemente inopportuna» la decisione dei tagli perché rende davvero complicati gli spostamenti di «centinaia di lavoratori operanti nel servizio socio assistenziale e sanitario, di case di cura e case di riposo dell’Ipav». Il sindacato chiede di ripristinare le linee modificate e ridotte drasticamente. Il Partito Democratico ritiene giusto di questi tempi ridurre le corse non necessarie. Ma «dobbiamo notare che, con la rimodulazione degli orari disposta dall’amministrazione comunale, si rischia di aggravare la situazione, mettendo in difficoltà e a rischio proprio il personale che garantisce la nostra salute e i servizi pubblici essenziali, come la raccolta rifiuti. Per queste ragioni, con spirito costruttivo» il Pd chiede alla giunta Brugnaro modifiche immediate per «garantire ai lavoratori dei servizi essenziali di raggiungere il loro posto di lavoro e per rientrare dallo stesso». Come la Cgil chiedono un tavolo tra Comune, Avm, Ulss e Veritas per concertare queste scelte.
«Si dovrebbe partire con l'orario festivo senza riduzioni, per poi fare modifiche graduali e verificate», aggiunge da Favaro (Municipalità penalizzata) il capogruppo Pd Alessandro Baglioni. «Medici, infermieri, forze dell'ordine, lavoratori dei servizi essenziali stanno già affrontando un periodo complicatissimo: non complichiamogli la vita, e garantiamo la loro salute», avverte. —
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