Questionario a scuola: «Se sei nomade, barra questa casella»

Alle famiglie che iscrivono i bimbi al comprensivo di Fossò e Vigonovo viene chiesto di specificare l’etnia Rom o Sinti, scoppia il caso

FOSSO'. L’istituto scolastico comprensivo di Fossò e Vigonovo mette a disposizione, per l’iscrizione degli alunni, moduli chiedendo di segnalare se si è in presenza di bambini nomadi e di indicare inoltre se si tratta di Sinti, Rom o Caminanti. Scoppia la bagarre con genitori, forze politiche di sinistra e sindaci dei paesi vicini che chiedono al dirigente scolastico l’immediato ritiro della modulistica ritenuta illegale, e in aperta violazione della Costituzione e della legge Mancino.

Rifondazione Comunista con il suo segretario Paolo Benvegnù spiega di aver consegnato la modulistica, dopo esserne entrato in possesso, a dei legali e giuristi che agiranno in tutte le sedi amministrative e giudiziarie affinché venga ritirata.

Carlo Marzolo, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo, si giustifica e spiega che la modulistica a cui si fa riferimento serve proprio per dirottare più personale e trovare più fondi a favore di bambini con problemi particolari per seguire il percorso didattico, e fra questi non mancano i bambini nomadi.

A sollevare il caso sono stati i genitori di un alunno della scuola elementare “Guglielmo Marconi”, che si trova nella frazione di Tombelle di Vigonovo. I genitori si sono visti la richiesta di compilare un modulo dal sapore, a loro avviso, discriminatorio. Il genitore - si legge nel modulo di iscrizione - “dichiara, in base alle norme sullo snellimento dell’attività amministrativa e consapevole delle dichiarazioni a cui va incontro in caso di dichiarazioni non corrispondenti al vero che fra le opzioni che vengono proposte, oltre alla cittadinanza straniera o italiana, c’è anche la condizione nomade con le sotto categorie eventualmente da barrare di Rom, Sinti o Caminanti”. Le perplessità dei genitori sono state subito portate all’attenzione dello Sportello sociale di Rifondazione comunista a Padova.

Durissima la presa di posizione di Daniela Ruffini, volontaria dello Sportello sociale e consigliera comunale in Comune a Padova: «Crediamo che il modulo che l’istituto comprensivo di Fossò fornisce alle famiglie che intendono iscrivere i propri bambini a scuola sia un abuso, una discriminazione gravissima. Il modulo va immediatamente ritirato perché viola la nostra Costituzione e le normative che vietano qualsiasi censimento che faccia riferimento all’origine etnica dei cittadini. Non discutiamo di chi siano le responsabilità», dicono Ruffini e Benvegnù, «che vanno chiarite, ma questo modulo va ritirato immediatamente dalla circolazione». Se l’intento voleva essere positivo, insomma, fanno capire da Rifondazione comunista, il modo è completamente sbagliato e il modulo in questione è «illegale, discriminatorio e anticostituzionale».

I sindaci di Fossò e Vigonovo Federica Boscaro (centrosinistra) e Andrea Danieletto (M5S) chiedono che il modulo per evitare equivoci venga ritirato. «Conosco il preside Carlo Marzolo», spiega la sindaca Boscaro, «e che credo che non abbia mai agito con intento discriminatorio. Se questi moduli possono generare questo pensiero possono essere ritirati e ristampati senza quei riferimenti».

Una linea che crede più a un equivoco con finalità di miglioramenti didattici e formativi degli alunni, che a un intento discriminatorio, posizione analoga quella del sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto. —


 

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia