Aprilia, il mercato cede ma per ora niente tagli

NOALE. L’ultima volta avevano sentito “ridimensionamento” come parola simbolo dell’incontro; stavolta va meglio perché il presidente di Piaggio, Roberto Colaninno, punta per Aprilia a mantenere le quote di mercato e non allentare gli investimenti. Certo, i rappresentanti dei sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl si aspettavano qualcosa di più in termini di nuovi prodotti e un maggior occhio di riguardo, più immediato, alla rete vendita, ma dall’incontro di ieri a Pontedera (Pisa) non è uscita alcuna voglia di smantellare. Ovvio che la situazione occupazionale resti sempre il primo pensiero delle due sigle ma c’è da fare i conti con un mercato che non decolla: da qui la richiesta di puntare sui veicoli supersportivi oppure su quelli a media e grossa cilindrata. Esclusa l’ipotesi di entrata di nuovi soci.
Situazione. Colannino e i vertici dell’azienda hanno parlato del mercato globale delle due ruote: i dati che arrivano dal Ministero dei Trasporti restano negativi, in Italia, nel primo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2013, se ne è andato via un altro 16%. Dunque un numero del tutto insoddisfacente se letto in base a quanto successo in sei anni; nel 2009, infatti, si vendevano 500 mila veicoli, lo scorso anno 180: meno 64%. Il patron di Piaggio ha ricordato come in sei anni i dipendenti di Pontedera siano scesi da 3.100 a 3 mila unità e in Europa il gruppo è passato da 4.600 lavoratori a 4 mila, complice la chiusura in Spagna di Derbi e la produzione trasferita a Noale e Scorzè. La tendenza 2015 vede ancora un mercato in calo, con segnali di ripresa proprio in Spagna e in Grecia, oltre a Stati Uniti e Asia.
Che fare? Nella speranza che qualcosa si sblocchi, in positivo, nei prossimi mesi, Colaninno punta a mantenere le attuali quote di mercato, con il gruppo a quota 16% del complessivo e del 25% del settore scooter, mentre gli investimenti non saranno toccati, con una media di 100 milioni annui. E ci si aspetta la spinta dall’entrata in MotoGp.
I sindacati. Due mesi fa è stata siglata l’intesa che vede 350 lavoratori di Scorzè in contratto di solidarietà, altrettanti di Noale in cassa integrazione. «Abbiamo chiesto che si punti di più sulla qualità», riferisce Matteo Masiero di Fim Cisl, «e migliorare la rete vendita: qui ci hanno risposto che ci vorrà un triennio. Non sappiamo cosa succederà con i nuovi modelli e speriamo che il quadro generale migliori». Michele Valentini di Fiom Cgil ha domandato se esiste la possibilità dell’entrata di nuovi soci: «Ce lo ha escluso, anche se altrove, vedi Mv Augusta, sta sfruttando la vendita di parte delle quote a Mercedes. L’importante è non toccare i lavoratori, che devono essere salvaguardati».
Alessandro Ragazzo
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