Venezia, da Tudor a Gilardino: il casting per la panchina prima della conferma di Stroppa

Prima della conferma di Stroppa, il Venezia aveva sondato diversi allenatori: da Tudor e D’Aversa, che hanno detto no, fino ai colloqui con Zanetti e Gilardino.

Lucia Anselmi
Venezia, Stroppa resta ma è sotto esame: decisiva la sfida con l’Atalanta
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Giovanni Stroppa resta alla guida del Venezia. Questo il messaggio che arriva dalla società dopo una giornata convulsa culminata con una conferma tutt’altro che scontata.

Nei giorni scorsi si era parlato di un casting iniziato già da due settimane, mentre la squadra annaspava in campionato, e oggi quella passerella di allenatori, tra rifiuti e disponibilità, è stata messa in standby in attesa di capire come gli arancioneroverdi ripartiranno in campionato, ma andiamo con ordine.

Il lungo silenzio

Dopo il ko contro la Lazio e uno score di zero punti alla prima pausa stagionale, Stroppa si era presentato ai microfoni di Sky e Dazn e a quelli della sala stampa chiedendo un’ultima chance alla proprietà per poter dimostrare che, tutto il lavoro fatto sin quel momento, avrebbe portato i frutti sperati.

Un appello a cui, almeno fino a ieri, non era seguita alcuna risposta tanto che nessuno dalla dirigenza, Antonelli compreso, si era fatto vivo per sostenere o confermare la fiducia nell’allenatore.

I primi nomi e i primi no

Ad andare forti subito dopo la sconfitta di sabato scorso erano i papabili arrivi di Tudor o D’Aversa, mentre aveva perso quota l’ipotesi Nicola, considerato il guru delle salvezze. In meno di 24 ore, però, la situazione si è ribaltata con il doppio no dei due tecnici.

Un a giornata particolare

Si arriva a ieri dove citare Ettore Scola diventa quasi un obbligo considerato il susseguirsi di voci, apparizioni e indiscrezioni che sono rimbalzate dalla laguna alla terraferma.

Secondo alcuni rumors, infatti, Antonelli avrebbe incontrato almeno due candidati cioè Alberto Gilardino e Paolo Zanetti, gli ultimi pretendenti alla panchina rimasti dalla selezione delle precedenti settimane. Entrambi, infatti, sarebbero stati avvistati in Veneto andando ad alimentare ipotesi e congetture in una giornata già di per se frenetica e convulsa.

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Per l’ex allenatore arancioneroverde, che ha il merito di aver riportato la squadra in A nel 2021, dopo un’assenza di 19 anni, e l’ex campione del mondo, che ha traghettato il Genoa nuovamente sulle sponde della massima serie dopo la retrocessione, ci sarebbero stati dei colloqui lontano da occhi indiscreti, ma non poi così tanto, per sondare un’eventuale disponibilità a raccogliere il testimone di Stroppa che, seppur abbia condotto gli allenamenti da lunedì in poi, era a un passo dal dire addio alla piazza veneziana.

Una call per chiarirsi le idee

Arriva poi nel pomeriggio l’immancabile confronto all’interno del board dove i vertici del club, tra cui lo stesso Antonelli, dopo un lungo scambio d'opinione hanno deliberato di rispondere all’appello dell’allenatore concedendogli l’occasione di ripartire contro l’Atalanta per poter sfruttare al meglio la lunga sosta recuperando più infortunati possibili e provando a dimostrare ciò che può fare realmente questo Venezia che, crea tanto, ma raccoglie poco.

Salvo, ma non troppo

Attenzione, però, da quanto emerso la conferma dell’allenatore non comporta un automatico respiro di sollievo. Quella della proprietà americana sarebbe una proroga con scadenza fissata al 12 ottobre, data della trasferta in terra bergamasca.

Secondo i ben informati la gara con la squadra di Sarri sarebbe da dentro o fuori per l’allenatore che resta comunque strettamente sotto esame. Perciò salvo sì, ma solo momentaneamente, in attesa di capire se la marcia cambierà dopo la sosta e qualche rientro di peso o se l’andamento della squadra sarà lo stesso visto nelle ultime gare, con tanti gol mangiati e poca concretezza nei momenti cruciali.

Il da farsi

Stroppa perciò resta in gondola, ma è consapevole che qualcosa deve cambiare e davanti ha un calendario che definire proibitivo è dire poco, almeno sulla carta.

Sì, perché senza perdersi nel retorico “la palla è rotonda ed è il campo a parlare”, dopo l’Atalanta arriveranno nell’ordine: il match casalingo con il Napoli, la trasferta contro un Genoa in difficoltà, ma forte delle mura amiche, l’infrasettimanale con l’Inter e, il primo di novembre, l’approdo al Sinigallia contro un Como che, archiviato lo scivolone con il Frosinone, non sembra affatto propenso a lasciare punti per strada.

Tappe cruciali quelle da ottobre in poi che scandiscono una marcia pesante e difficile da affrontare per una squadra che è a zero punti, ma ha messo nel mirino, quasi tassativamente, una salvezza che, per il momento, sembra molto ardua da inseguire.

 

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