Venezia calcio, fiducia totale dal gruppo: l’unione può fare la forza
Il Venezia conferma Giovanni Stroppa in panchina. Decisivo il sostegno compatto dello spogliatoio, mentre la società aveva sondato Zanetti, Tudor, D’Aversa e Gilardino: il retroscena

Il Venezia sceglie la via della continuità e decide di confermare Giovanni Stroppa sulla propria panchina. Le profonde riflessioni della proprietà lagunare, maturate all’indomani della sconfitta contro la Lazio — la sesta consecutiva tra campionato e Coppa Italia — si sono infine concluse con la decisione di rinnovare la fiducia al tecnico che soltanto lo scorso anno aveva guidato la squadra alla conquista della promozione in Serie A al termine di un campionato straordinario anche per il gioco espresso.
A pesare in maniera determinante sulla scelta è stato soprattutto il gruppo squadra: i giocatori, compatti e coesi, hanno espresso una totale condivisione d’intenti e una forte volontà di proseguire il percorso insieme al proprio allenatore.
Nel post gara con la Lazio il primo ad esprimersi in questi termini era stato Juan Jesus che chiare lettere aveva elogiato il lavoro del suo tecnico. Eppure, soltanto qualche ora prima, lo scenario sembrava del tutto diverso e presagiva un imminente cambio di guida tecnica.
Nella mattinata di ieri, il direttore sportivo Filippo Antonelli aveva incontrato lontano dal quartier generale veneziano l’ex allenatore del Verona Paolo Zanetti, per poi concedersi un secondo vertice nel pomeriggio con l’obiettivo di tracciare un quadro chiaro della situazione.
A dare l’impulso iniziale per il sondaggio di nuovi profili era stata la proprietà americana, guidata dalla presidente Francesca Bodie, che aveva inizialmente concesso ad Antonelli il via libera formale per individuare un potenziale sostituto.
Le ricerche dell’area sportiva si sono però scontrate con diverse complicazioni. Sono arrivati infatti i no prima di Igor Tudor e a ruota di Roberto D’Aversa, entrambi poco convinti da una situazione di classifica delicata e da un calendario particolarmente ostico al rientro dalla sosta.
Di fronte ai loro rifiuti, il club ha provato a virare su Alberto Gilardino e appunto Zanetti, prima che la fermezza del gruppo spingesse la dirigenza, almeno per il momento, a ritornare sui propri passi e compattarsi attorno al tecnico attuale.
Ora per Giovanni Stroppa e per i suoi ragazzi si apre una fase a dir poco cruciale della stagione. La sosta per le Nazionali arriva forse nel momento più opportuno, offrendo lo spazio necessario per riordinare le idee, recuperare preziose energie mentali, riaccogliere gli infortunati e lavorare sulle evidenti lacune emerse nelle ultime uscite. Il rientro in campo si preannuncia subito ad altissima tensione: il 12 ottobre il Venezia farà visita all’Atalanta su un terreno storicamente ostico come quello di Bergamo.
Sarà un test probante, un banco di prova in cui la squadra sarà chiamata a dare una risposta di puro carattere per invertire la rotta e trasformare la compattezza dello spogliatoio in punti fondamentali per la corsa salvezza.
È arrivato il momento della verità. I giocatori devono dimostrare sul rettangolo di gioco di meritare la Serie A, lottando con per la maglia e per il proprio allenatore, soprattutto dopo le parole di stima e difesa spesi nei suoi confronti. Dalla tribuna e dietro la scrivania, il direttore sportivo Filippo Antonelli osserverà e valuterà con attenzione ogni singola prestazione.
La linea della società è chiara: se a gennaio si rendesse necessario intervenire sul mercato di riparazione, il club non si tirerà indietro ed è pronto a investire per ritoccare la rosa, cedendo senza esitazione chi finora non ha garantito il rendimento richiesto. Sullo sfondo, tuttavia, rimane la netta sensazione di una fiducia a tempo nei confronti di Stroppa.
Come insegna la spietata legge del calcio, le rassicurazioni di facciata contano poco: saranno unicamente i risultati del campo e il verdetto dei punti a decidere il suo futuro sulla panchina.
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