Si salvi chi può, adesso al Venezia rischiano tutti
La dirigenza lagunare tira le somme a seguito di un avvio inatteso e difficile: nel mirino anche il direttore sportivo dopo un mercato da 47 milioni. Non brillano gli acquisti più significativi come Adams e Bella Kotchap

Non solo Stroppa, i vertici del club lagunare tirano le somme dopo un avvio di stagione che ha stravolto le aspettative della proprietà. Fin dal suo arrivo in laguna la EEP, proprietaria degli arancionerverdi, della presidente Francesca Bodie e del padre Tim Leiweke aveva messo in chiaro i suoi obiettivi: conquistare la permanenza in Serie A in attesa di vivere a pieno un’altra stagione nel nuovo impianto di Tessera.
Per farlo non ha badato a spese mettendo sul piatto 50 milioni destinati a una campagna acquisti che rendesse la squadra competitiva.
Di quella cifra ne sono stati spesi circa 47, ma alla luce degli zero punti con cui il Venezia chiude queste prime cinque giornate, diventando di fatto l’unica squadra a non aver incassato neppure un risultato favorevole, il conto presentato dal mercato estivo pesa come un macigno.
Sulla graticola, infatti, non c’è solo l’allenatore, ma inevitabilmente gli occhi sono puntati anche sul futuro di Filippo Antonelli, fautore delle due promozioni degli arancioneroverdi, quella targata Vanoli nel campionato 2024-25 e poi l’ultima in ordine di tempo arrivata lo scorso maggio, a un anno esatto dalla precedente retrocessione, sul campo del Picco alla Spezia con Stroppa in panchina.
«Non abbiamo mai perso al rotta» ha ribadito in ogni occasione il general manager sottolineando la solidità del progetto lagunare e di come lo scivolone in cadetteria della precedente stagione fosse stato solo un momentaneo passo falso, fatto sta che a oggi quel mantra inizia a perdere efficacia.
Sì, perché questo Venezia la rotta sembra averla persa almeno per quanto riguarda il campo dove, al di là degli infortuni, la squadra si è dimostrata si arrembante e determinata, ma poco concreta e costante quando si tratta di finalizzare.
E a finire nel mirino sono proprio i nuovi arrivati, in particolare Akor Adams, pagato a peso d’oro con 16 milioni più 4 di bonus che si è tradotto fin ora in un solo gol messo a segno contro la Fiorentina e in un carico abbondante di occasioni sprecate, vedesi l’ultima gara con la Lazio.
Un conto amaro che penalizza anche lo stesso giocatore uscito tra i fischi del Penzo e sempre più titubante e sfiduciato. Dall’altra parte si vede con il contagocce anche Rrahmani, l’ex Sparta Praga costato 7,5 milioni si mostra dinamico e propositivo, ma la sua presenza sembra soggetta a un cronometro. A loro si aggiunge un altro arrivo oneroso, Bella-Kotchap che, almeno fino all’infortunio con il Frosinone, sembrava un vero e proprio corpo estraneo nel gioco di Stroppa, ma in casa Venezia è costato ben 7 milioni.
Numeri che, a conti fatti, pesano inevitabilmente sul direttore sportivo, corso ai ripari con prestiti e svincolati, ma che tra infortuni e una squadra da rattoppare in corsa sembra baciato dalla sfortuna. Proprio per questo anche su di lui sono arrivate le prime indiscrezioni relative a un possibile addio con tanto di papabile successore già predestinato a prendere il suo posto, l’ex Lazio e Milan Igli Tare, ma dal Venezia e dai diretti interessati non trapela nulla se non le voci di un confronto tra la parte tecnica e dirigenziale e i vertici societari per decidere quali saranno le prossime mosse e per provare a cambiare l’inerzia di un avvio inatteso e da film horror.
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