In casa Reyer pace fatta tra Brugnaro e Spahija: tifo e sorrisi al Taliercio
Un simbolico e rapido abbraccio sotto canestro prima del debutto casalingo degli orogranata in Eurocup tra il patron e l’allenatore dopo le scintille dello scorso match. Un Brugnaro stranamente composto sugli spalti, applausi per Tessitori e Boakye

Un abbraccio fugace con un sorriso, così Luigi Brugnaro si è pubblicamente riconciliato con Neven Spahija poco prima del fischio d’inizio del debutto stagionale della Reyer in Eurocup con gli Skyliners Francoforte sul parquet del Taliercio.
Il primo ad arrivare è stato il tecnico, accolto dagli applausi del pubblico che iniziava a prendere posto all’interno del palazzetto, a cui ha risposto con le mani giunte e un piccolo inchino. Poco dopo è stata la volta del patron, arrivato in silenzio, quasi in punta di piedi, dall’ingresso della squadra.
Il gesto di pace
Una riappacificazione pubblica, ma comunque appartata e distante da occhi indiscreti, arrivata proprio lì, a pochi passi da dove sabato scorso, durante la prima giornata con Cantù, si era consumata la lite tra il patron degli orogranata e il coach croato.
A sancire la fine del dissidio un simbolico e rapido abbraccio sotto canestro per lasciarsi alle spalle un episodio spiacevole in un contesto sportivo da sempre tra i più iconici e rappresentativi della città. Riconciliazione fatta un istante prima di andare a prendere posto, esattamente di fronte alla panchina, con alla sua destra la moglie Stefania, sempre presente al suo fianco, e poco distante Morris Ceron, ex direttore generale ed ex capo di gabinetto al comune di Venezia, stretto collaboratore dell’ex primo cittadino.
Senza scomporsi
A contraddistinguerlo questa volta è una calma che abitualmente non gli appartiene, se non nelle fasi iniziali del match. Composto e concentrato osserva la squadra senza muoversi come fa di solitamente e freneticamente, agitando spesso anche le braccia, lungo il bordocampo.
Complice anche la sua Reyer che contro l’avversaria tedesca non perde mai il pallino del gioco e domina dal primo secondo all’ultima sirena. Braccia conserte, ogni tanto una chiamata allo smartphone a spezzarne la concentrazione e una chiacchiera con le persone vicine, ma mai un minuto di scompostezza. L’attenzione è tutta per il match e per le statistiche che gli arrivano consegnate dai raccattapalle e che consulta scrupolosamente. Alle sue spalle c’è il presidente della Nuova Compagnia Lavoratori Portuali, Mauro Piazza, verso cui si volta ogni tanto per un commento a caldo.
Tessitori lo scuote
Dopo l’intervallo rientra a match in corso, ma almeno fino a quel momento, non si lascia andare neppure a un applauso o a un’esultanza nemmeno mentre la moglie e gli amici si alzano in piedi ad acclamare le azioni più significative. Le braccia restano rigorosamente conserte con uno sguardo costante ai numeri del match.
A strappargli un battito di mani e un sorriso, però arriva Tessitori che con una tripla spezza l’incantesimo e riaccende, seppure per un istante, la verve e la grinta da tifoso appassionato che da sempre lo contraddistingue.
Boakye lo riaccende
Ci vuole una schiacciata del nuovo arrivato in casa Reyer a inizio quarto quarto per vederlo finalmente in piedi. Dopo un recupero di Bowman e un canestro negato agli avversari il lungo lo fa scattare dalla sedia per la prima volta in tutta la serata dove si lascia andare a un’esultanza impossibile da trattenere per poi tornare a sedersi con un sorriso sempre più soddisfatto.
Lo si rivede in piedi solo nei secondi finali del match quando lo stadio saluta gli orogranata con una standing ovation e la moglie Stefania esulta accanto a lui dandogli un bacio sulla guancia. Prima di lasciare il parquet poi raggiunge ancora una volta il tecnico per stringergli la mano e sussurrargli qualcosa nell’orecchio.
Poche frasi che resteranno tra loro due, ma un ultimo saluto che sancisce il ritorno del sereno in casa Reyer.
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