Reyer, tra Spahija e Brugnaro è tornato il sereno

Lite ricomposta nel post gara contro Cantù prima di lasciare il palazzetto. Il presidente Casarin: «Quanto accaduto si poteva evitare ma entrambi sono persone che vogliono bene alla Reyer, domenica lo staff era già al Taliercio»

Michele Contessa
Un momento dello scontro verbale fra Spahija e Brugnaro. In mezzo, il presidente Casarin
Un momento dello scontro verbale fra Spahija e Brugnaro. In mezzo, il presidente Casarin

La quiete dopo la tempesta. L’esordio vittorioso in campionato della Reyer contro Cantù sarà ricordato più che per la convincente prestazione di Tessitori e compagni per il “fuori campo”, avvenuto alla fine del secondo quarto con gli orogranata saldamente in gestione del match, tra il patron Luigi Brugnaro e coach Neven Spahija.

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La lite ricomposta

Una accesa discussione dopo che il primo si era alzato dal suo posto nel parterre, andando dalla parte opposta del campo, alle spalle della panchina orogranata perché chiedere che venisse chiamato un time out. Un’intromissione che ha scatenato la reazione di Spahija, trattenuto prima dal presidente Federico Casarin e poi da Lele Molin, finché Brugnaro non è ritornato sui suoi passi sistemandosi nel sottopassaggio.

Secondi di fortissima tensione, un faccia faccia acceso che però non avrà alcuna conseguenza.

«La situazione è rientrata già nel dopo partita», ha spiegato Federico Casarin, travestitosi da “pompiere” e non ritornato a sedersi in panchina nella seconda parte del match, «Brugnaro e Spahija si sono parlati nel dopo gara, si sono chiariti e la vicenda si è chiusa lì. Quanto è accaduto si poteva evitare, ma è accaduto, entrambi sono persone che vogliono il bene della Reyer, sono passionali, però prima di lasciare il Taliercio la situazione si era chiarita nell’incontro che hanno avuto. Ieri mattina lo staff era al Taliercio per iniziare a preparare la partita di Eurocup contro Francoforte».

Casarin mediatore

Un’opera di ricomposizione tra Brugnaro e Spahija (c’è chi parla di un abbraccio fra i due dopo il chiarimento) nella quale Federico Casarin ha avuto un ruolo fondamentale per la grande capacità di dialogo che ha il presidente Reyer, come aveva cercato di calmare in campo Neven Spahija nella fase più turbolenta della discussione.

Perfino l’arbitro Baldini ha chiesto a Casarin cosa fosse successo. «Era il più vicino alla nostra panchina, ma non aveva capito cosa fosse accaduto realmente».

Prima vittoria

C’è stata anche la partita, oltre al fuori programma tra Brugnaro e Spahija, la Reyer è scattata come meglio non poteva dai blocchi (13-0, poi 17-2), Cantù ha reagito risalendo anche a –2 con Flagg e gli ex Moraschini e Moretti protagonisti, senza però mai dare la sensazione di poter uscire dal Taliercio con i due punti.

«La Reyer ha disputato una buona partita, l’esordio in campionato nasconde sempre mille insidie e tanti imprevisti. Siamo partiti con il piede giusto», ha aggiunto il presidente orogranata, «ottimo inizio di incontro e non c’è mai stata la sensazione che l’inerzia potesse passare nelle mani della San Bernardo Cantù, tenendo a distanza i nostri avversari».

Il ritorno di Rice

Prosegue senza intoppi la rincorsa di Sir’Jabari Rice verso il ritorno in campo: la guardia ha lasciato stampelle e tutore, zoppica ancora un po’, si è schierato con la squadra sul parquet al momento dell’inno di Mameli e poi ha seguito la partita nel parterre accanto a Olinde.

«Sta molto meglio», ha ammesso Federico Casarin, «siamo ottimisti che i tempi di recupero saranno rispettati».

Il post gara

«Mi aspettavo una partita del genere», ha spiegato Neven Spahija sull’incontro con Cantù, «ho avvertito tanta euforia ultimamente attorno a noi. Abbiamo lavorato tantissimo in avvicinamento al campionato perché sappiamo che adesso avremo meno tempo a causa dei tanti impegni ravvicinati per cui abbiamo accumulato tanti carichi. C’è stato l’esordio di Green, Parks non è ancora al top, ho ruotato 10 giocatori, solo Wiltjer ha giocato più di 25’, abbiamo catturato 38 rimbalzi e smistato 20 assist con 109 di valutazione complessiva».

La scelta di inserire subito Green arrivato solo domenica sera a Tessera. «Ho deciso di schierare Green e non Olinde perché in Supercoppa ci siamo accorti che serviva più una guardia che un 3-4». Oltre a Tessitori anche Candi ha confermato di attraversare un periodo positivo. «Leo sta giocando su livelli altissimi e gioca meglio anche in attacco».

 

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