Il recupero contro Schio si giocherà il 2 marzo Mazzon: «Meno errori»

M. C.

MESTRE

Settebello in Toscana per l’Umana, Andrea Mazzon ha festeggiato a Empoli la settima vittoria consecutiva in campionato, vissuto sulle montagne russe dei continui rinvii. In Serie A/1, Mazzon ha perso solo la gara d’esordio (20 novembre) a Campobasso, in una classifica che vede le tricolori al secondo posto, ma da non guardare considerando la disparità di gare disputate. Si va intanto definendo il quadro delle date dei recuperi, ieri la Lega Basket Femminile ha ufficializzato che Umana-Famila Schio si disputerà al Taliercio mercoledì 2 marzo (ore 19.30) e che Umana-Passalacqua Ragusa si giocherà, sempre al Taliercio, mercoledì 16 marzo (ore 19. 30).

Erano già state fissate le date delle trasferte a San Martino di Lupari (mercoledì 16 febbraio, ore 19) e a Broni (giovedì 31 marzo, ore 18). L’Umana dovrà rinviare il match casalingo contro Campobasso (20 febbraio), in quanto quel giorno si giocherà il pass ai quarti di Eurocup a Mosca e due giorni dopo chiuderà la regular season di Eurolega a Montpellier.

«È arrivata la settima vittoria consecutiva a Empoli, squadra, è vero ultima in classifica, ma in chiara ripresa», ha osservato Andrea Mazzon, «che ci consente di rimanere al vertice, ma i campionati si vincono in primavera, sperando di avere il roster al completo. Mancando Pan e Anderson, abbiamo evidenziato alcune lacune in determinate letture, ma abbiamo voluto giocare ugualmente questo match senza chiedere il rinvio, pur mancando Yvonne impegnata con la Serbia, che arriverà alla vigilia del recupero del derby a San Martino di Lupari».

Sarà anche il tempo delle scelte. «Contro Empoli ho visto cose positive e cose negative, soprattutto gli errori banali commessi nei primi 6’-7’ del primo quarto con troppe palle perse. Ripetendo quegli errori non vinceremo né a San Martino di Lupari né a Mosca. Cercherò di migliorare le rotazioni, di ridurre il numero di giocatrici impiegate. Adesso giocano in dieci, vorrei avere la squadra al completo, non l’ho mai avuta». —

M. C.

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