Il cuore c’è, le idee ancora no Venezia, punticino col Livorno

Partita di bassa classifica e si vede: Diamanti su rigore e Citro firmano l’1-1. I problemi restano, la squadra in zona playout
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 29.09.2018.- Calcio Venezia/Livorno. Gol Venezia, Citro
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 29.09.2018.- Calcio Venezia/Livorno. Gol Venezia, Citro

VENEZIA

Sempre là, giri e rigiri la classifica e le cose non cambiano. Il pareggio (1-1) lascia Venezia in zona playout e il Livorno sotto di due punti. Gli anni gloriosi sfumano nel ricordo di sfide ben più accese, delle quali rimane solo lo zoccolo duro delle tifoserie: la curva sud che non smette di incitare e quella livornese che risponde, qualche immancabile citazione dedicata ai pisani e la sensazione che poteva andare meglio. Le firme di Diamanti e Citro fissano questa partita che non passerà alla storia.

Il Livorno si presenta abbastanza coperto. Lucarelli parte con un 4-4-1-1 nel quale l’uomo chiave ovviamente è Alino Diamanti, giocatore che in base alla legge del tempo non ha più il passo di una volta ma ha conservato il piedino, sinistro, in grado di scrivere una partita. Sorprende anche il Venezia, i cinque della linea difensiva possono diventare tre, Falzerano parte più avanti, quasi centrale dietro le punte. Ovviamente dopo il gol livornese Vecchi toglie un difensore, Coppolaro, e mette Segre a centrocampo. Sul piano tattico è la mossa che permette di guadagnare metri e disporre di un uomo con la botta da fuori.

Sofferenza totale, il Venezia è contratto, nervoso, la paura di sbagliare è la strada più breve per arrivare all’errore. A dirla tutta, la squadra non mostra una manovra ragionata, c’è improvvisazione, buona volontà, sì, tanta, ma non basta. Al quarto d’ora suona l’allarme, il pallonetto di Porcino sta finendo in porta, Modolo lo toglie una spanna prima della linea bianca. Ma al 22’ il Livorno passa: nel gran bazar dell’area Domizzi stende Murillo, rigore, esecuzione perfetta di Diamanti, Vicario va dalla parte giusta ma la palla è troppo angolata. Reazione veneziana, un diagonale di Suciu, alto mezzo metro, e tanti palloni crossati a centro area, dove i giganti vincono contro i bassotti. Si va all’intervallo con un senso di delusione e frustazione.

Aria pungente nella ripresa. Pungente anche il Venezia che riparte a testa bassa e al 12’ arriva al pareggio. Falzerano serve Citro a centroarea, stop , rotazione e rasoterra che va dentro all’angolo destro. L’1-1 fa bene al Venezia, regala coraggio, forse anche uno slancio generoso che espone la squadra al contropiede avversario. Ci vuole tutto il mestiere di Modolo, al 23’, per fermare Murilo lanciato a rete. Il Ramos se la cava col cartellino giallo, la battuta di Diamanti sbatte sulla barriere e avanti così.

Vecchi le tenta tutte, bisogna riconoscerglielo. E allora fuori anche uno spento Bentivoglio e dentro Litteri, che non sta benissimo ma tiene in allarme la difesa livornese. Non cambia nulla.

Domanda: ma un punto a ciascuno fa bene a qualcuno? Va meglio al Livorno, che gioca lontano dall’Ardenza e problemi ne ha di più, anche in classifica. Lucarelli ordina ai suoi una gestione attenta del pallone lontano dall’area, la mossa riesce e costringe il Venezia, soprattutto quando il fiato comincia a calare, a sveltire le operazioni con lanci lunghi senza futuro. E pareggio sia.



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