Emmanuel Besea, il ghanese di Modena «A Frosinone non avevo spazio ora voglio dimostrare quanto valgo»
MESTRE. In principio fu Lamptey, arrivato in laguna nell’autunno del 1996, adesso tocca a Emmanuel Besea, che non era ancora nato quando il presunto fenomeno ghanese indossò per cinque partite la maglia del Venezia. Ghanesi entrambi, ma Besea, 21enne centrocampista giunto in prestito dal Frosinone, è arrivato in Italia a 7 anni, raggiungendo con la madre e il fratello più piccolo (sono in cinque) il papà e gli altri tre fratelli che si erano già stabiliti a Modena. E nel club emiliano ha mosso i primi passi nel settore giovanile, avendo come allenatore Simone Pavan, che avrebbe poi ritrovato anche in prima squadra. «Con Simone Pavan sono cresciuto molto» racconta Besea «ero un ragazzino alle prime armi, mi ha insegnato tanto, a non mollare mai, a cercare di raggiungere sempre un obiettivo. Ho avuto anche Hernan Crespo come allenatore al Modena». Centoottanta centimetri, mezzala che si può adattare anche a mediano, Emmanuel Besea compirà 22 anni il 15 aprile, arriva da Wenchi e da gennaio 2014 a gennaio 2017 ha indossato la casacca gialloblu del Modena, passando poi al Frosinone con cui ha conquistato lo scorso giugno la promozione in A. «Il Venezia mi ha offerto una grande opportunità» aggiunge Besea in un fluente italiano, «vengo da un periodo in cui ero fuori dai progetti del Frosinone. Ho voglia di dimostrare le mie qualità, di farmi vedere. Sono stato accolto alla grande nello spogliatoio del Venezia, alcuni giocatori li conoscevo già. Citro a Frosinone, poi Bentivoglio, Segre, Schiavone e Garofalo a Modena». Besea domenica era in panchina, ma il Penzo lo conosceva già. «Ero venuto lo scorso anno con il Frosinone». Con il Modena aveva affrontato gli arancioneroverdi al Braglia, in Lega Pro, quando sostituì Basso, al ritorno era già in Ciociaria. «Negli ultimi tempo ho giocato poco, ma sono convinto che al Venezia la situazione cambierà. Le mie caratteristiche? Sono dell’idea che un giocatore deve saper stare ovunque in campo. Io sono una mezzala, ma se serve posso fare anche il mediano». La Serie A, Besea, l’ha conquistata sul campo col Frosinone. «Volevamo centrarla già due anni fa, ma non ci siamo riusciti» ricorda «è stata un’emozione indescrivibile». Appena arrivato, ha vissuto l’atmosfera del derby. «La partita più “calda” della stagione, ma l’ho vissuta bene perché il mister è stato bravo a tenerci tranquilli e spensierati. Poi sull'1-1 ha pronosticato la vittoria nel recupero. C’era pressione, logico, ma eravamo come dentro a una cupola». —
M.C.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








