I nuovi eroi a San Marco: la festa per il Venezia in serie A è uno spettacolo
Che entusiasmo in piazza con il dj set “più bello del mondo” e i due megaschermi. Riprese le fasi del corteo acqueo. Tanta gente, ma meno di quella del 1998

Non sono mai riuscito a sapere se la foto della copertina di Giocando a pallone sull’acqua (dal cui libro prende il titolo questa rubrica) sia stata scattata dopo la promozione in serie A del 1998, l’anno di Novellino e Schwoch, oppure se si tratti della festa per la salvezza dell’anno successivo, ancora con Novellino in panchina e Recoba e Maniero a dividersi lo scettro di simbolo di una stagione memorabile.
Due stagioni memorabili, perché sancivano il ritorno in serie A dopo 31 anni. E memorabile è la foto che ritaglia tante centinaia di tifose e tifosi con la Basilica di San Marco sullo sfondo. Una festa spontanea, niente tornelli né transenne o controlli, ma non era soltanto il secolo scorso. Da come sono cambiate le cose, in ogni ambito, in ogni latitudine, è come se fosse un secolo fa, quando il turismo di massa non esisteva e l’11 settembre era di là da venire.
Venezia in serie A, la festa colora la città: le immagini più belle



















Venerdì sera si è sgolato per almeno un’ora lo speaker del Penzo ad invitare a uscire le migliaia di tifosi che avevano invaso il campo ricordando che la vera festa sarebbe stata quella di sabato pomeriggio, lungo il Canal Grande prima, e in Piazza San Marco poi. Inutilmente. Ci hanno messo un bel po’, coloro che hanno avuto voglia di festeggiare calcando lo stesso terreno dei loro idoli, a sgomberare, troppa era la gioia, l’entusiasmo. E poi, era stato proprio uno di quegli idoli, Kike Perez, a ispirarli, arrampicandosi, con la stessa disinvoltura con cui dribbla gli avversari, a cavalcioni sulla traversa (che fra l’altro aveva colpito poco prima, in partita) sotto la curva sud. Se n’è rimasto lassù un bel po’, a lanciare i cori, e ancora non si sa come abbia fatto a scendere, attorniato dalla folla che ormai aveva occupato ogni centimetro quadrato del campo di gioco.
In molti, alla fine, hanno ignorato il messaggio dello speaker del Penzo, o non lo hanno capito, o poco importa, fatto sta che molti di loro non hanno rinunciato a fare una tappa notturna in Piazza, una tappa festosa e, questa sì, spontanea. Meno spontanea quella di ieri pomeriggio, con il dj set che lancia i cori dal palco sistemato ai piedi del Museo Correr. E, tocca dirlo, con un po ’di tifosi in meno (solo un po’) di quella volta del ‘98 o del ‘99, quando la Piazza era stata riempita del tutto. Alla fine, però, è soltanto un buon segno, significa che a queste promozioni, tre in cinque anni, la gente ha fatto l’abitudine.
Poi il parterre si fa sentire, eccome, quando il dj lancia l’immancabile Pin Floi dei Pitura Freska, che ha risuonato, puntuale, a ogni fine partita al Penzo, chissà se qualcuno ricorda di averla cantata anche la prima volta, quasi trent’anni fa. Difficile, non c’era la consolle col dj, non c’erano i due mega schermi con le immagini degli sponsor della squadra e, ogni tanto, quelle del corteo acqueo che sta portando la squadra da Piazzale Roma fino a qui. Vero è che fa un certo effetto sentire i cori della Sud risuonare sotto il Campanile, davanti alla Basilica, sotto alla Marciana.
E che meraviglia il garrire di decine di vessilli arancioneroverdi accanto alle Procuratie, nel cuore della Piazza. «Che beo che saria, veder tuto sto spetacoeo da là in alto, da sora el campanil», dice qualcuno. Mica ha torto. Anche i turisti, smarriti all’inizio, quando capiscono, scattano foto, si fanno selfie e ballano insieme ai tifosi. Che bello sarebbe adesso incrociare qualche tifoso del Rayo Vallecano, finalista a sorpresa della Conference League e fare un gemellaggio all’istante.
I decibel aumentano quando – finalmente, però puntuali – sbarcano (in serie A, verrebbe da dire) i “nostri Leoni”, come urla il dj. «Questo è il più bel dj set del mondo”, dirà a un certo punto. Dal punto di vista logistico, nessun dubbio. Eccoli, i protagonisti della marcia trionfale diretta dal mister migliore della serie B, Giovanni Stroppa. Prima i soliti discorsi istituzionali, fra cui quello dell’assessore Venturini, sommerso di fischi assordanti.
A occhio, deve tagliare il discorso preparato. Inizia la festa, conduce Gianluca Di Marzio. Ma siamo sicuri che la festa vera sia quella che sta iniziando là sopra al palco, e non sia stata, invece, quella di chi, quaggiù, ha aspettato, ballato e cantato?
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