De Raffaele: «Non sono contento Bisognava dare la palla dentro»

MESTRE. Una vittoria acciuffata per i capelli, che tiene in corsa la Reyer per la Final Eight, De Raffaele si tiene stretti i due punti. «Abbiamo disputato una gara modesta, che mi fa molto arrabbiare, soprattutto l’atteggiamento e l’impatto non mi sono piaciuti. Anche nel corso della partita siamo stati discontinui, non abbiamo avuto un atteggiamento presuntuoso, ma siamo stati troppo superficiali, al di là dei meriti degli avversari. Se avesse vinto Roma, non avremmo potuto dire niente». Due punti per rimanere in corsa per Pesaro. «Una vittoria è sempre una vittoria, ma è una partita che non mi soddisfa. Se non impariamo, ricadremo sempre, bisogna avere sempre grande attenzione. Roma è una squadra che quando la fai giocare, esprime il suo talento».
Dopo i fuochi di artificio di Reggio Emilia, un passo indietro. «Dobbiamo farci un esame di coscienza, dopo la prestazione con Reggio, mi aspettavo più continuità», dice il coach. Reyer che sembrava aver trovato il ritmo giusto nell’ultimo quarto. «Ho dovuto dare fiato a chi aveva strappato il match, le rotazioni hanno abbassato l’intensità. La lettura della partita era molto semplice, bisognava dare palla dentro, come abbiamo fatto nelle ultime due azioni. Tante triple sbagliate? Avremo fatto almeno dieci tiri con sei metri vantaggio, è il sistema ci ha fatto vincere due scudetti. La discontinuità? Quando non sei connesso, non hai un interruttore che si accende o spegne. Cerella? Ha riportato una leggera distorsione al ginocchio a Reggio Emilia».
«Sono molto dispiaciuto per la sconfitta», commenta da parte sua Piero Bucchi, coach di Roma, «abbiamo disputato una gara molto bella, siamo amareggiati perché ci è sfuggita per un episodio. Siamo consapevoli di aver disputato una buona gara». —
M.C.
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