Il Venezia a Lecce per sfatare la “maledizione” dell’esordio in Serie A

I lagunari non vincono all'esordio nel massimo campionato da 86 anni. Il tecnico Stroppa: «Lavoriamo per portare a casa i tre punti, per la storia vedremo a fine gara». 

Giuseppe Malaguti
Il tecnico del Venezia Giovanni Stroppa
Il tecnico del Venezia Giovanni Stroppa

 

Tutto pronto in casa Venezia per la prima giornata di Serie A, che vedrà i lagunari domani, domenica 23 settembre (ore 18,30), affrontare subito una diretta concorrente come il Lecce. A poche ore dal calcio d’inizio, il tecnico Giovanni Stroppa ha fatto il punto della situazione tra entusiasmanti prospettive e aspetti tattici ancora da limare. «Sono ansioso di ricominciare», esordisce .

«Non vedevamo l'ora di fare sul serio: è bellissimo». Sulla panchina avversaria ci sarà Di Francesco, suo predecessore a Venezia: «Mi aspetto il solito atteggiamento da parte nostra: cercheremo di essere equilibrati e solidi, facendo la partita come sappiamo. Affrontiamo un avversario veramente tosto. Il Lecce meritava molto di più nell'ultima gara, ha prodotto un'infinità di occasioni da rete e ha dato una grande impressione di forza e identità. Di Francesco viene da una stagione straordinaria e riparte con lo stesso gruppo. Non c'è un singolo nome o un reparto in particolare che desta preoccupazione, quanto piuttosto l'architettura complessiva della squadra e la sua mentalità in campo. Affrontare il Lecce richiede un'attenzione costante perché parliamo di un collettivo che convince sotto ogni punto di vista, grazie a un'identità tattica forte e ben riconoscibile. A questa organizzazione invidiabile si unisce una componente caratteriale non indifferente, fatta di giocatori grintosi e abituati a lottare su ogni pallone, ai quali si sommano doti tecniche e fisiche di alto livello. Hanno poi questa buona capacità di verticalizzare e sanno palleggiare. Dovremo essere molto più bravi rispetto alla prestazione offerta contro il Modena».

Il pre-campionato e la Coppa Italia hanno lasciato indicazioni contrastanti. «Non riesco a dare percentuali sulla condizione», ammette Stroppa. «Purtroppo sono emersi alcuni difetti o se vogliamo lacune su cui lavoreremo nelle prossime settimane. È innegabile che qualcuno sia in ritardo a livello fisico e di concetti. Il lato positivo è che con il Modena abbiamo ribaltato il risultato due volte e prodotto tanto a livello offensivo, ma abbiamo mostrato ancora difetti, specie sulle ripartenze avversarie. Per avere solidità ed equilibrio bisogna partire da una base difensiva più attenta».

Il Venezia non vince all'esordio nel massimo campionato da 86 anni — il tecnico glissa: «Non guardo ai numeri, lo faccio solo alla fine. Lavoriamo per portare a casa i tre punti, per la storia vedremo a fine gara». Passando alla gestione degli uomini, Stroppa fa il punto sulla catena di sinistra: «Contro il Modena volevo far giocare Haps perché aveva minutaggio ridotto. Credo che Correia riprenderà il suo posto. Halhal, invece, è nettamente in ritardo sia di condizione che di conoscimento dei meccanismi, pur essendo un elemento di valore. Lo stesso vale per Sohm».

In mediana, l'abbondanza porta a scelte precise: «Al momento Duncan è dietro nelle gerarchie, davanti ci sono altri interpreti. Panada, entrando, ha mostrato cose eccellenti: ha una ottima condizione fisica, personalità, tecnica e lettura del gioco. Chi è entrato dalla panchina nell'ultima gara ha avuto il piglio giusto. L'anno scorso abbiamo risolto molte partite grazie ai cambi, e in Serie A, con un impatto fisico maggiore, ne avremo ancora più bisogno».

Assente invece il nuovo acquisto, il difensore centrale argentino Matias Moreno: «Ha un problemino e deve stare fermo un paio di giorni, spero di averlo per la prossima. Franjic, invece, rientra». Il focus si sposta sull’arrivo di Montipò. Un giocatore che porta esperienza tra i pali, ma i ruoli restano chiari: «Spero si crei competizione, ma la gerarchia è ben definita: Stankovic sarà il titolare. Il ruolo del portiere è particolare e non mi piace alternare, a meno di competizioni diverse. Montipò è un profilo di grande valore e siamo contenti sia di proprietà del club: lo vedremo in campo a Udine in Coppa Italia».

Quanto all'attacco e alla questione rigoristi in assenza di Adorante, Stroppa scioglie ogni dubbio: «Il rigorista designato è Busio, poi deciderà lui in campo. Su Adorante e Sverko c'è massimo affetto, ma anche il dispiacere che si siano operati a inizio stagione e non alla fine della scorsa. Abbiamo perso tempo prezioso che poteva essere gestito diversamente per averli prima a disposizione. Non vediamo l'ora di riaverli». In conclusione, Stroppa descrive le sue sensazioni personali al ritorno nella massima serie: «Sto da Dio, nel posto giusto al momento giusto. Mi piace quest'ambiente e non vedo l'ora di iniziare. La squadra ha un amalgama speciale: era un gran gruppo l'anno scorso e lo è tuttora. Ai ragazzi piace stare insieme e questa unione è un vantaggio assoluto in una categoria simile. Se loro mi danno questa serenità, il singolo allenatore conta poco: viene sempre dopo la squadra.

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