Cipressa rimosso da ct del fioretto forse diventerà direttore tecnico

venezia
La grande rivoluzione della scherma azzurra è ormai dietro l’angolo, con il possibile cambio al vertice per tutte e tre le armi, quindi non solo per ciò che riguarda il fioretto dove, da commissario tecnico, c’è attualmente il veneziano Andrea Cipressa. La bufera che lo ha interessato in queste settimane – iniziata con la convocazione della figlia Erica per la squadra olimpica, e seguita poi dagli attacchi dell’ex campionessa Elisa Di Francisca, e dalla lettera di sfiducia firmata da una dozzina di fiorettisti di punta – potrebbe infatti risolversi a breve. Ma prendendo a livello più ampio tutta la scherma italiana che conta. In bilico, in queste ore, ci sarebbero anche il ct della sciabola Giovanni Sirovich, e quello della spada, Sandro Cuomo.
Del resto, era stato lo stesso presidente federale Azzi, al rientro della delegazione da Tokyo, ad annunciare possibili cambiamenti dopo le cinque medaglie prese in Giappone, ma senza neppure poter festeggiare un oro. Cipressa era quello più in difficoltà, nonostante l’argento di Garozzo e il bronzo della squadra femminile, e la situazione è andata fuori controllo quando i suoi stessi atleti, a eccezione della figlia Erica, hanno calato il carico con la lettera di sfiducia inviata ai vertici federali ma che, per “magia”, qualcuno ha fatto avere anche ai media.
A quel punto la questione è finita in piazza in maniera fragorosa, ed è difficile pensare che qualcosa di grosso non accada da qui a breve, quando oltretutto scadranno i contratti dei tre tecnici. Sulla testa di Cipressa da giorni volteggia la voce del ritorno in sella di Stefano Cerioni, che saprebbe anche di beffa, visto che i rapporti non sono certo idilliaci tra i due. Ma Cerioni è l’eroe di Londra 2012, quando il fioretto azzurro dettò legge. Si sa che, da alcune settimane, è in trattativa con la federazione francese, ma il fatto che non abbia ancora firmato, è eloquente. Servirà però, per arrivare a lui, che la Fis allarghi le maniglie della borsa, perché non è un maestro certo a buon mercato. Per contro, sulla sciabola si è già allungata l’ombra di Luigi Tarantino, attuale tecnico responsabile della categoria Under 20, mentre sulla spada avanza il nome di Dario Chiadò, pure lui già nello staff azzurro. C’è chi tuttavia già azzarda che, alla fine, la questione del fioretto – quella del resto più intricata e che ha fatto gridare allo scandalo per la lettera, senza precedenti, scritta dagli atleti – si possa risolvere tutto all’italiana.
Con il commissario tecnico, che andrebbe a scadenza del contratto per evitargli l’onta dell’esonero, affidandogli poi un incarico di direttore tecnico delle tre armi, ma lontano dalle pedane. Ovviamente Cipressa non vuole più avere a che avere a che fare con atleti che l’hanno giubilato. In fin dei conti ci starebbe anche il rispetto, verso un maestro che comunque ha vinto moltissimo negli ultimi dieci anni. Quindi si arriverebbe alla nomina del sostituto, in pole Cerioni, anche se le candidature si sprecano in questi giorni tra giovani rampanti e cavalli di ritorno. E gli atleti che hanno scritto la lettera, da molti definita’della vergogna’? Se la federazione avrà coraggio, potrebbe arrivare una punizione. Ma se non dovesse succedere, dal momento che in questa storia nessuno sembra essere esente da colpe – e la scherma italiana ci sta rimettendo la faccia – il solo che rischierebbe di passare per colpevole sarebbe Cipressa. A Roma le riflessioni continuano. —
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








