Il Venezia cede a Como su rigore, proteste per il penalty annullato
All’ora di pranzo gli arancioneroverdi sconfitti di misura fuori casa in un match in cui sono pesate le decisioni arbitrali. Ai ragazzi di Nicola è stato prima concesso e poi revocato un rigore. Tornato in campo capitan Gianluca Busio

Il Venezia si arrende di misura allo stadio Giuseppe Sinigaglia, cedendo 1-0 al Como al termine di una sfida condotta dai lariani e segnata da episodi chiave ed episodi arbitrali pesanti.
Agli uomini di Cesc Fabregas basta un calcio di rigore trasformato da Da Cunha allo scadere della prima frazione di gioco per conquistare l'intera posta in palio e piegare la resistenza della formazione guidata da Davide Nicola.
Dopo un avvio di gara equilibrato, la partita si accende improvvisamente a cavallo dell'intervallo. Prima il match vive momenti di grande tensione per una decisione del VAR, che corregge la direzione di campo revocando un penalty inizialmente assegnato al Venezia per un netto tocco di braccio in area da parte di Milla.
Pochi minuti dopo, sul fronte opposto, Douvikas si guadagna la massima punizione: dal dischetto Da Cunha si dimostra glaciale, spiazzando l'estremo difensore arancioneroverde e firmando il vantaggio lariano.
Nella ripresa, forte dell'1-0, il Como gestisce ritmi e pallone facendo perno su un lungo e fruttuoso possesso palla, mentre i lagunari continuano a stentare nella ricerca di soluzioni offensive efficaci per impensierire la retroguardia di casa.
Le scelte
Il Venezia di Nicola conferma per la quarta volta consecutiva il proprio blocco difensivo. In mediana viene riproposto Helgason, mentre in attacco c'è spazio ancora per Lauberbach al fianco di Adams. Nessuna sorpresa sulle corsie esterne, affidate ancora ad Hainaut e Mazzocchi.
La notizia più importante, tuttavia, è il ritorno dal primo minuto del capitano Gianluca Busio con Kike Perez che si accomoda in panchina. Dall'altra parte, i padroni di casa ritrovano Butez tra i pali. Nel reparto arretrato toccherà ancora a Kempf fare coppia al centro con Jacobo Ramon, con Yan Couto e Kaiki a completare la linea difensiva.
A centrocampo la novità è rappresentata da Ricci dal 1', mentre Da Cunha si alza sulla trequarti insieme a Nico Paz e Baturina. In attacco, infine, viene confermato terminale offensivo Douvikas.
Gli episodi chiave
La gara ruota attorno a due episodi chiave: un rigore prima concesso e poi revocato al Venezia, e il penalty successivamente assegnato al Como. Fin dai primi minuti, il Como attacca a pieno organico, mentre il Venezia si schiera subito con un blocco basso e una difesa a cinque molto bloccata.
La squadra di Nicola fatica nelle ripartenze, complice l'eccellente riaggressione dell'undici di Fabregas. Sulle seconde palle gli arancioneroverdi arrivano sempre con un attimo di ritardo, penalizzati da un centrocampo decisamente troppo schiacciato.
La prima vera occasione del match capita al 14’ sui piedi di Douvikas, ma il tiro del centravanti greco viene murato da Moreno; superato il primo quarto d'ora, il punteggio resta fermo sullo 0-0. La squadra di casa gestisce il ritmo della gara forti di un dominante 75% di possesso palla, mentre i lagunari rinunciano persino a cercare le verticalizzazioni.
Al 25’ arriva una grande chance per i lariani: Da Cunha raccoglie sul secondo palo un bell'assist di Kaiki dalla sinistra e calcia sul primo palo, ma Stankovic si oppone con un gran riflesso. C'è poi qualche momento di apprensione per il portiere serbo, che resta a terra dolorante al braccio su cui è caduto: gli basta comunque uno spray antidolorifico per riprendere il posto tra i pali. Sul ribaltamento di fronte, il Venezia punge per la prima volta.
Prepotente transizione di Sohm per Busio, che prova a controllare al limite dell'area ma viene toccato dal braccio di Milla. L'arbitra Ferrieri Caputi tentenna un istante e poi indica il dischetto. Nell'incredulità generale, tuttavia, dopo il controllo l'intervento di Milla viene giudicato non falloso e il rigore viene tolto.
Superato lo spavento, il Como torna a spingere, crea due occasioni limpide e al 41’ trova l'episodio decisivo: Juan Jesus stende Douvikas in area e per Ferrieri Caputi non ci sono dubbi: è calcio di rigore con ammonizione per il difensore brasiliano. Dal dischetto la stoccata di Da Cunha è perentoria e non lascia scampo a Stankovic.
Nel finale di tempo arriva il primo vero squillo dei lagunari con Helgason, ma il suo tiro al volo si spegne sul fondo.
La ripresa
In avvio di ripresa il Como resta padrone assoluto del campo. I lariani sfiorano subito il raddoppio con Baturina, che impegna severamente Stankovic con un destro potente. La differenza di qualità in mezzo al campo appare evidente, spingendo mister Nicola a correre ai ripari: dentro Yeboah e Kike Pérez al posto di Lauberbach e Busio, con l'obiettivo di dare maggiore fluidità e palleggio alla manovra arancioneroverde.
L'unico difetto della squadra di Fabregas resta quello di non riuscire a chiudere la contesa: al 70' il punteggio è ancora fermo sull'1-0, ma i lagunari faticano tremendamente a pungere in attacco, producendo soltanto un debole tentativo di Yeboah. Per dare ulteriore peso offensivo, gli ospiti inseriscono anche Rrahmani, schierandosi con una sorta di tridente che, tuttavia, non impensierisce la retroguardia lariana.
Il Como gestisce il vantaggio senza grandi affanni fino al triplice fischio. L'unico vero sussulto per i padroni di casa arriva in pieno recupero, quando Basic calcia al volo trovando però la pronta risposta di Butez, che non si fa sorprendere e neutralizza quello che è di fatto il primo vero tiro in porta nello specchio dei lagunari. Al Sinigaglia la musica non cambia: il Como vince 1-0 e conquista meritatamente l'intera posta in palio.
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