Assurdo parlare di crisi dopo quattro partite ma la squadra va rinforzata

il punto
Una vinta su autorete e tre perse, ecco l’esito di quattro partite. Che non sia un buon inizio lo dicono i fatti, non è certo una opinione. A guardare la classifica il Venezia si ritrova in questo momento in zona playout e in più con la prospettiva di avere domani il turno di riposo e quindi non poter fare punti. Detto questo, vanno fatte due considerazioni: 1) sarebbe assurdo fare tragedie, parlare di crisi, vedere il futuro nero eccetera, la serie B è un campionato talmente lungo che i verdetti non si scrivono in settembre e a volte neanche nell’ultimo mese, perchè può succedere tutto anche nell’ultimo sabato; 2) non ci si può neanche coprire gli occhi, la squadra non è stata rinforzata, rispetto alla scorsa stagione mancano due elementi che hanno messo sul tavolo una buona manciata di punti (nomi? Audero e Stulac) e gli altri, per quanto bravi e affidabili hanno tutti un anno in più. Questo per dire che c’è da fare sul mercato, il diesse Angeloni avrà sicuramente da lavorare, quantomeno per trovare un attaccante che possa risolvere i problemi di un reparto numericamente sostanzioso ma che oggi non è in grado di garantire sicurezza in termini di gol. Buon per tutti che l’acquisto di Di Mariano è un bel colpo, essendo un giocatore in grado di interpretare più ruoli, capace di sacrificio sulla corsia esterna e di essere puntuale sottoporta. Ma non basta e se St.Clair e Vrioni possono costituire una operazione interessante per il futuro, sarà bene pensare anche al presente, che, si diceva, non è brillantissimo. Quanto a Stefano Vecchi, a tutt’oggi non ha colpe, o meglio non è lui la causa di questa classifica che non entusiasma. Sempre per quel vecchio discorso che “in campo ci vanno i giocatori”. C’è da dire che che però questo Venezia deve farsi anche un po’ più furbo, e magari qui sì, può anzi deve intervenire l’allenatore. Perchè se stai pareggiando a Lecce - oltrettutto una partita equilibrata - non puoi prendere un gol al 92’ con mezzo campo scoperto. E se l’attacco ha mostrato qualche crepa, insomma, anche la difesa va registrata: la qualità c’è. l’esperienza anche, i nomi non si discutono, e allora è chiaro che va trovata sincronia e maggior intesa tra i reparti, forse anche maggior collaborazione da chi deve proteggere sulla trequarti.
Un’analisi fotografica della situazione, sapendo bene che queste fotografie possono anche essere cancellate presto da un paio di buoni risultati. L’occasione - per un Venezia che domani resterà a guardare le avversarie impegnate nella quinta giornata - si presenta comunque sabato, quando al Penzo arriverà il Livorno, formazione che a tutt’oggi quanto a grattacapi ne ha da risolvere tanti, se non di più, quanti il Venezia. Una partita che non definiremo nè spareggio nè ultima spiaggia, ma che comunque non va sbagliata. Per non fare diventare i risultati più importanti della crescita.—
Carlo Cruccu
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