Aramu parla con i gol: «Pari stretto? Forse sì, ma sempre prezioso»

VENEZIA. Magari un punto alla vigilia di Pescara sarebbe stato accettato volentieri. Non firmato in partenza, sia chiaro, ma in fondo l’altro ieri all’Adriatico, il gol di Aramu nel finale ha evitato la beffa di una sconfitta che sarebbe stata ingiusta. Per questo, il 2-2 è portato a casa con soddisfazione dal Venezia, anche se grida ancora vendetta vedere quanta mole di gioco non sia stata sfrutata. Intanto Mattia Aramu è il nuovo capocannoniere del Venezia. «Siamo contenti del risultato» spiega proprio Aramu, l’uomo della doppietta, «un punto ottenuto in un campo molto difficile. Non avevamo fatto bene nel secondo tempo contro il Benevento e volevamo rifarci e siamo andati a Pescara per giocarcela a viso aperto. Dobbiamo continaure così, creando occasioni, fare il nostro gioco e durante i 90’ abbiamo messo tutto quello che avevamo. La filosofia del Venezia è giocare la palla: per me fare la mezzala, il trequartista o la seconda punta è indifferente, mi piace cambiare tanti ruoli». Anche dopo il 2-2, raggiunto quasi allo scadere, il Venezia si è spinto in avanti alla ricerca della vittoria, con il rischio di subire la terza rete. «Pensavamo davvero di ottenere il successo» continua Aramu «anche perché eravamo riusciti ad avere molte occasioni. Eravamo in tre in attacco e ci siamo detti perché non provarci. Essere il capocannoniere della squadra conta sino a un certo punto, l’importante è il gruppo e dobbiamo fare più punti possibili». Il Venezia incassa complimenti da tutti per l’oganizzazione di gioco e per come mette in difficoltà gli avversari, eppure, sotto questo aspetto, la classifica piange, perché si ha l’impressione che gli arancioneroverdi potrebbero avere più dei 18 punti attuali, appena uno in più della zona playout. «Il nostro obiettivo resta la salvezza» spiega Aramu «ma se a febbraio saremo più in alto, potremmo pensare a fare altri discorsi». E un pizzico di rammarico sull’andamento della gara in Abruzzo lo si avverte anche dalle parole di Youssef Maleh. «Potevamo fare qualcosa in più perché abbiamo avuto tante occasioni» dice il centrocampista «ma va bene lo stesso, dopo essere stati sotto per 0-2, seppur immeritatamente. Dobbiamo essere più concreti negli ultimi 20 metri. Ero partito bene, dopo un po’ ho subito una botta e sono dovuto uscire. Per fortuna i miei compagni non hanno mollato e abbiamo raddrizzato la partita. Dionisi ci dice sempre di non mollare mai e andare sempre avanti: stiamo cercando fare quanto ci chiede». —
Alessandro Ragazzo
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