«Per il futuro del Porto giovani e tanto aiuto»

Il d.s. Specchia disegna con realismo la situazione, a tutt’oggi preoccupante Chiuso il rapporto con la Samp. «Servono nuove strutture e le casse sono vuote»

PORTOGRUARO. Iniziato il conto alla rovescia verso l'andata dei playout Tritium- Portogruaro, che si giocherà sabato (ore 16) a Monza. La settimana interlocutoria fra la fine della stagione e lo spareggio salvezza è sfruttata anche per guardare avanti e ragionare sul futuro. Giorni importanti per il direttore sportivo Giammario Specchia. «Arriviamo al doppio confronto con la Tritium senza contraccolpi mentali, sapevamo che i playout erano una eventualità concreta. La squadra sta lavorando in questi giorni per arrivare al meglio, sia fisicamente sia psicologicamente all'appuntamento».

Il Porto ha chiuso la stagione con 17 punti in più della Tritium, eppure nei due scontri diretti contro i milanesi ha conquistato un punto: che conclusioni trarre? «Nei playout si azzera ogni valutazione. Comunque la Tritium negli ultimi tre mesi di campionato, con la nuova gestione tecnica affidata a Cazzaniga-Romualdi, ha fatto più punti della Reggiana. Bisogna stare bene attenti».

Nei prossimi giorni salirà la tensione in vista del match d'andata. I giovani sapranno reggere l'urto? «La squadra è fatta non solo di giovani, ma da diversi altri giocatori che hanno disputato i playout» precisa Specchia, «la nostra società stessa ha già avuto due precedenti di playout, in C/2».

Futuro indecifrabile. Quando conterà la salvezza sull'esistenza futura del Portogruaro tra i professionisti? «La vita di questa società non dipende direttamente dalla salvezza, la diversità dei progetti sì».

Eppure restare in Prima Divisione sarebbe un bel colpo, visto che il prossimo anno non ci saranno retrocessioni. «Non c'è ancora nulla di ufficiale, nel prossimo Consiglio di lega pianificheranno la nuova regola dei giovani, i playoff allargati fino a centro classifica e altro ancora».

La collaborazione con la Sampdoria è finita? «Sì perchè sono cambiati i dirigenti. Tuttavia è prematuro parlare di dialogo finito» continua il diesse, «la Samp ha aderito al nuovo progetto del campionato riserve, che tuttavia ha appena cinque adesioni. Per cui avrebbe di nuovo la necessità di piazzare i giovani in Lega Pro».

Altri contatti con società di serie A per avere un alto numero di prestiti? «Certo, ma non ne parliamo fino al 3 giugno, il giorno successivo alla partita di ritorno con la Tritium. Di recente Parma e Gubbio hanno avviato una collaborazione stretta. Credo che questo tipo di sinergie sia la salvezza per le serie minori del calcio».

Si può quindi continuare a fare calcio professionistico nelle piccole piazze, economicamente povere, come Portogruaro? «Quest'anno abbiamo toccato il fondo sia per incassi al botteghino sia per sponsorizzazioni. Possiamo continuare a fare calcio dotandoci di strutture sportive nuove, capaci di ospitare un settore giovanile di qualità» avverte Specchia «è necessario darci uno scopo, crescere giocatori giovani e portarne due o tre all'anno in prima squadra».

Con quali capitali? «Privati finora non ne ho visti a Portogruaro. A fine anno riapriremo un confronto con il Comune. Il fondo del Mecchia è da rifare, dal tetto della tribuna gronda acqua. Qualcuno deve pur farsi avanti. È vero che siamo una Srl, ma nei numeri di fatto siamo un club dilettantistico».

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia