Il Veneto investe 30 milioni per trattenere i giovani talenti: contributi per 1.500 laureati
Firmato il protocollo tra la Regione e le quattro università pubbliche venete. Venti milioni destinati ai dottorati industriali, con borse di ricerca finanziate anche dalle imprese

Trenta milioni di euro per valorizzare i giovani talenti e convincerli a costruire il proprio futuro in Veneto.
È l'investimento annunciato dal presidente della Regione, Alberto Stefani, che questa mattina ha firmato un protocollo d'intesa con i rettori delle quattro università pubbliche venete: Ca' Foscari, Iuav, Università di Padova e Università di Verona.
L'accordo punta a rafforzare il legame tra formazione, ricerca e mondo del lavoro, offrendo nuove opportunità ai giovani laureati e favorendo la collaborazione con le imprese del territorio.
Tra le misure previste c'è un contributo destinato a 1.500 giovani meritevoli nel periodo successivo alla laurea, per aiutarli ad avviare un progetto di vita e professionale senza dover lasciare il Veneto.
«Un dato che permette al territorio di guardare con coraggio e determinazione a un piano di sviluppo concreto per i giovani», ha sottolineato Stefani, riferendosi all'investimento regionale.
Venti milioni per i dottorati industriali
Una parte consistente delle risorse, 20 milioni di euro, sarà destinata alla sperimentazione e all'attivazione dei dottorati industriali, percorsi che permettono ai giovani ricercatori di lavorare a stretto contatto con aziende innovative.
«Sono un modello che esiste già in altri Paesi e permette a un giovane di avere una borsa più sostanziosa e la possibilità di fare ricerca in aziende innovative», ha spiegato il governatore.
Le borse saranno finanziate attraverso fondi pubblici, con il contributo aggiuntivo delle imprese e delle fondazioni bancarie. L'obiettivo è creare un sistema capace di trattenere le competenze formate negli atenei veneti, favorendo l'inserimento dei giovani nel tessuto produttivo regionale.
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