Festività lavorate in corsia, sentenza storica a Venezia: «Le Usl del Veneto ora devono pagare»

Il Tribunale riconosce a un’infermiera turnista dell'ospedale di Mestre il diritto a un'ulteriore compensazione per le festività infrasettimanali lavorate, in aggiunta alle indennità già percepite. Nursing Up Veneto diffida tutte le Aziende sanitarie regionali: pronti nuovi ricorsi collettivi per un centinaio professionisti

Una infermiera in un reparto ospedaliero
Una infermiera in un reparto ospedaliero

Una sentenza-pilota che potrebbe fare scuola nel sistema sanitario veneto. Il Tribunale di Venezia, sezione Lavoro, ha riconosciuto a un'infermiera turnista in servizio all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dipendente dell’Ulss 3 Serenissima, il diritto a un’ulteriore compensazione per il lavoro prestato durante le festività infrasettimanali. Un riconoscimento che deve aggiungersi alle indennità di turno, di servizio festivo e di lavoro notturno già previste dal contratto.

La vicenda veneziana è il risultato di una battaglia sindacale e legale durata circa due anni, condotta dal sindacato Nursing Up Veneto, tentando prima la strada del confronto aziendale e poi quella giudiziaria. Un caso pilota che apre la strada a nuovi ricorsi nelle altre Usl del Veneto, attraverso un’azione collettiva.

La decisione, pronunciata dal Tribunale di Venezia con sentenza di primo grado lo scorso 6 ottobre 2026, accoglie il ricorso della professionista, patrocinato dall’avvocata del sindacato Nursing Up Veneto, Barbara Maurino, e condanna l’Usl 3 a corrisponderle 628,38 euro, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria.

Ma il valore della pronuncia va ben oltre la somma riconosciuta alla singola lavoratrice: il giudice ha chiarito che chi presta servizio in una festività infrasettimanale ha diritto, in aggiunta alle indennità già maturate, a scegliere tra un equivalente riposo compensativo, il pagamento dello straordinario festivo con le relative maggiorazioni oppure l'accredito delle ore nella banca del tempo.

Sottolinea Stellina Piscitelli, referente provinciale Nursing Up Venezia: «È una vittoria importante, perché finalmente viene riconosciuto un principio che abbiamo sostenuto fin dall'inizio nei confronti dell’Usl 3. Chi lavora nelle festività infrasettimanali, anche se inserito in una turnazione ordinaria, non può vedersi negare un diritto contrattuale. Non è una concessione dell’Azienda, ma un riconoscimento dovuto a chi garantisce la continuità dell’assistenza anche nei giorni festivi. Per noi questa sentenza rappresenta un precedente fondamentale: oggi abbiamo uno strumento concreto per chiedere che venga fatta giustizia anche per gli altri lavoratori».

Al centro della controversia c’è una prassi che, denuncia Nursing Up Veneto, ha penalizzato per anni il personale turnista. L’Usl 3 considerava infatti già compensata la festività quando il monte ore mensile veniva ridotto in corrispondenza del giorno festivo. In sostanza, se l’infermiera lavorava anche durante una festività infrasettimanale, ma il turno rientrava nel monte ore mensile rimodulato, non le veniva riconosciuta un’ulteriore compensazione. Il risultato portava a un risparmio per l’Azienda, impedendo alla lavoratrice di beneficiare effettivamente del riposo compensativo o delle altre forme di riconoscimento previste dal contratto.

Il Tribunale ha invece riconosciuto che il diritto alla compensazione non viene meno per il solo fatto che la prestazione rientri nell’orario mensile programmato. I giudici hanno inoltre chiarito un altro punto importante: il mancato esercizio della richiesta di compensazione entro trenta giorni dal turno effettuato non determina automaticamente la perdita del diritto.

«Questa sentenza apre una partita che riguarda l’intero sistema sanitario regionale» dichiara Guerrino Silvestrini, dirigente regionale Nursing Up Veneto «Non siamo di fronte a una questione circoscritta all'Usl 3, ma a un problema che interessa il personale turnista delle Aziende sanitarie e ospedaliere venete. Per questo, il 29 ottobre abbiamo inviato una formale diffida a tutte le Direzioni generali, chiedendo l'applicazione corretta delle disposizioni contrattuali, anche per le annualità non prescritte, e il riconoscimento di quanto dovuto a lavoratori e lavoratrici. Le posizioni attualmente interessate sono un centinaio nella sola Ulss di Venezia, ma la questione interessa tutto il personale turnista (in particolare infermieri, operatori sanitari e ostetriche) delle Usl della Regione Veneto. Se non arriveranno risposte concrete, siamo pronti ad avviare le azioni legali necessarie per tutelare collettivamente infermieri e professionisti sanitari».

La diffida di Nursing Up Veneto chiede ora a tutte le Aziende sanitarie regionali di uniformarsi alla disciplina contrattuale, riconoscendo le spettanze arretrate (per i periodi non prescritti) e predisponendo procedure chiare per il personale interessato. Il sindacato ha fissato in quindici giorni dal ricevimento della diffida il termine per ottemperare, riservandosi in caso contrario di intraprendere l’iniziativa legale collettiva a tutela degli iscritti e dei lavoratori coinvolti.

 

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