Università di Padova, tasse ridotte per oltre 10mila studenti: ecco le nuove agevolazioni Isee

Il CdA dell’Università di Padova approva nuove misure sul diritto allo studio per il 2026/2027: riduzioni fino a 150 euro per gli studenti con Isee tra 30mila e 50mila euro e nuovi esoneri dedicati

Rocco Currado
La rettrice Daniela Mapelli
La rettrice Daniela Mapelli

Nuove misure di sostegno economico per gli studenti del Bo. Il Consiglio di amministrazione dell’ateneo ha approvato oggi, 28 aprile, il prospetto della contribuzione studentesca per il prossimo anno accademico, introducendo interventi che rafforzano le agevolazioni già esistenti.

Negli anni scorsi l’università aveva esteso l’esonero totale dalle tasse fino a 30 mila euro di Isee. Per l’anno accademico 2026/2027 è previsto un ulteriore passo avanti, con una riduzione aggiuntiva fino a 150 euro per gli studenti con Isee compreso tra 30 mila e 50 mila euro (da applicarsi con un criterio di proporzionalità inversa fino alla soglia massima). Con un impatto su oltre 10 mila studenti.

La rettrice 

Soddisfatta la rettrice Daniela Mapelli: «Con la delibera approvata, l’Università di Padova rafforza ulteriormente le proprie politiche per il diritto allo studio, ampliando le misure di sostegno economico per le studentesse e gli studenti. Abbiamo esteso la decontribuzione alla fascia ISEE tra i 30.000 e i 50.000 euro, coinvolgendo oltre 10.400 studenti e studentesse: un intervento concreto a favore di una fascia sempre più esposta a difficoltà economiche. Abbiamo inoltre introdotto un nuovo esonero per i figli delle vittime del dovere, un segnale di attenzione verso situazioni di particolare gravità che richiedono una risposta istituzionale chiara.

Il nuovo Isee 

Queste misure si inseriscono in un percorso consolidato: il nostro Ateneo è tra quelli con la no tax area più alta in Italia, una scelta che continuiamo a sostenere perché crediamo che l’accesso all’università non debba essere condizionato dalle condizioni economiche di partenza. Ogni anno investiamo risorse importanti per garantire il diritto allo studio. È un impegno significativo, crescente e necessario: rendere l’università più accessibile significa non solo sostenere i singoli percorsi, ma contribuire a costruire una società ancora più equa e con maggiori opportunità per tutte e tutti».

Rivendicano il risultato anche i rappresentanti degli studenti. Giada Aureli, rappresentante degli studenti in CdA, dichiara: «Si tratta di un grandissimo passo avanti per rendere l'Università più accessibile. Sono anni che lavoriamo per migliorare il sistema di tassazione di Unipd e renderlo più agevolato verso le famiglie con i redditi più bassi. Nel 2024 avevamo ottenuto l'innalzamento della No Tax Area fino a 30mila punti ISEE, ma rimaneva un problema nella fascia appena successiva. Il salto che incorreva tra chi ha l'esonero completo e la prima fascia di tassazione era troppo elevato, infatti si passava da 0 a quasi 900€. Grazie ad un lavoro approfondito e continuo, siamo arrivati ad ottenere una decontribuzione fino a 150€ per chi ha un ISEE di 30mila: crediamo si tratti una cifra decisamente rilevante per le tasche degli studenti e delle loro famiglie. Siamo riusciti a far stanziare all'Ateneo quasi un milione di euro, anche per fare in modo che il costo di questa riforma non venisse scaricato sulle fasce ISEE più alte, che comunque pagano già decisamente troppo».

Gli studenti 

Commenta anche Marco Nimis, coordinatore di Udu: «L’università in Italia è tra le più costose in Europa, questo è un dato oggettivo. Noi siamo convinti però che studiare non possa essere un lusso e che le Università debbano tornare veramente ad essere accessibili. Tra costo della vita in aumento, trasporti sempre più cari, mancanza di residenzialità pubblica e borse di studio non garantite è evidente come ci sia un tema reale legato all'accesso all'università e al diritto allo studio. L'obiettivo che dobbiamo perseguire è di abbattere questo privilegio, anche ispirandoci a modelli di università gratuita di altri Paesi in Europa».

Nonostante questa riforma, gli studenti non si accontentano e rilanciano altre proposte. Conclude Nimis: «La nostra è un’ulteriore vittoria storica ma ci sono ancora tantissime cose su cui lavorare e le istanze che portiamo avanti non si esauriscono alla decontribuzione delle fasce a reddito basso. Ricordiamo che gli studenti Extra Ue non solo non possono godere della tassazione progressiva ma sborsano anche quasi 700€ di assicurazione sanitaria.

Gli studenti fuoricorso, invece, sono soggetti a more pesantissime anche se in No Tax Area, compromettendo ulteriormente la continuazione della propria carriera universitaria. Queste e altre tematiche non devono essere dimenticate e noi continueremo a lavorare per migliorare la nostra Università negli interessi di chi la vive maggiormente, ovvero gli studenti».

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