Veneto spaccato sul tribunale di Bassano: Lo vuole la politica, molti i contrari

Le audizioni in Parlamento: per il presidente del Consiglio regionale è un’opportunità, il “no” dei magistrati e degli avvocati: «E’ un errore»

Sabrina Tomè
L’ex tribunale di Bassano
L’ex tribunale di Bassano

Veneto spaccato sulla riapertura del tribunale di Bassano. Le posizioni contrapposte tra il mondo della politica da un lato e quello della magistratura e dell’avvocatura dall’altro, sono emerse giovedì 30 luglio in occasione delle audizioni in Commissione Giustizia alla Camera sulla riforma delle circoscrizioni giudiziarie, secondo il disegno di legge firmato dal ministro Carlo Nordio.

Un parterre decisamente rappresentativo quello che si è confrontato sul tema, con il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia a sostegno del nuovo Palazzo di Giustizia da un lato e con la presidente della Corte d’Appello di Venezia Rita Rigoni, i presidenti degli Ordini degli avvocati Alessandro Moscatelli (Vicenza) e Francesco Rossi (Padova) sul fronte opposto.

Sulla possibilità di una seconda Corte d’Appello a Verona hanno parlato il sindaco Damiano Tommasi e il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Verona Mauro Regis, favorevoli.

Perché sì

Zaia ha definito il tribunale di Bassano un’opportunità: «Il Paese ha investito 20 milioni e, una volta finito il restauro, l’edificio è rimasto chiuso. Esso darebbe utenza a 75 Comuni. Si tratta di un territorio che dà risposta a oltre 50mila partite Iva e ci sono più o meno 14 miliardi di Pil, circa il 10,6% del Pil del Veneto. È un territorio rappresentato da aziende uniche, con il distretto fashion e il più grande distretto dello sport system. Quindi si tratterebbe di un servizio che, soprattutto sotto il profilo civilistico, è necessario per le nostre imprese. Nel bacino della provincia di Vicenza, con 860mila abitanti, una causa civile può durare fino a 7-8 anni e questo significa anche avere meno competitività».

Quanto al reperimento del personale: «Non ci si arrende davanti alle difficoltà e non si rinuncia a un servizio essenziale perché servono magistrati, funzionari o assistenti. Il nuovo tribunale non deve sottrarre risorse agli altri uffici giudiziari veneti ma rafforzare l’intero sistema, accompagnando la redistribuzione dei carichi di lavoro con nuovo personale».

Il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin: «Ci siamo sempre espressi a favore del tribunale della Pedemontana, già con la delibera di Variati del 2015, ripresa lo scorso giugno». Le ragioni: «Garantirebbe il dimensionamento ideale di due realtà di circa 450 mila abitanti con un servizio migliore».

Perché no

Compatti gli addetti ai lavori, magistrati e avvocati, nel respingere l’ipotesi riapertura. La presidente della Corte d’Appello di Venezia Rita Rigoni ha definito ingiustificata sia l’istituzione del tribunale di Bassano che di una Corte d’Appello autonoma a Verona.

Sulla questione della prossimità Rigoni ha sottolineato come Bassano abbia una posizione decentrata e, comunque, oggi la modalità di trattazione delle udienze è spesso telematica. Sull’organico del Penale ha rilevato che «il distretto veneto è in una situazione di difficoltà». Ha citato le diverse realtà territoriali definendo drammatica la scopertura di magistrati a Belluno. Rigoni ha ricordato quindi l’importanza della specializzazione dei magistrati, incompatibile con tribunali di dimensioni ridotte e diventerebbero tali anche i tribunali veneti a cui verrebbe sottratto personale per assegnarlo a Bassano.

Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza Alessandro Moscatelli ha precisato come la contrarietà non sia dettata da campanilismi, ma dalla tutela dell’equilibrio del sistema giudiziario nazionale. «La geografia giudiziaria deve essere modificata solo attraverso una revisione organica basata su criteri oggettivi e uniformi, come indicato dalla Corte costituzionale, e non con interventi limitati a singoli territori. Il disegno di legge si fonda su dati ormai superati, risalenti al 2013, senza una nuova istruttoria nazionale». Per l’Ordine, eventuali modifiche devono essere precedute da un’analisi tecnica aggiornata e riguardare l’intero assetto della geografia giudiziaria, evitando una «geografia delle eccezioni».

Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova Francesco Rossi ha definito la riapertura del tribunale della Pedemontana un errore destinato a peggiorare il sistema giustizia. «Nei tribunali veneti mancano magistrati, personale amministrativo e ufficiali giudiziari, rendendo irrealistico aprire una nuova sede senza sottrarre organici agli uffici esistenti».

Respinta anche l'idea di un “tribunale delle imprese”, considerato che tale competenza resterebbe concentrata a Venezia. Infine: «Una struttura ridotta rischierebbe di favorire autoreferenzialità e isolamento decisionale, con possibili ricadute negative sulla trasparenza e sull'efficienza del servizio».

 

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