Guerriglia urbana, dieci agenti di Padova feriti a Bologna. A Verona sei denunciati per i disordini

I poliziotti del Reparto mobile di Padova sono stati colpiti dal lancio di oggetti da parte dei manifestanti. Sono stati medicati e dimessi con prognosi da tre a 15 giorni. Danneggiati anche i mezzi

Enrico Pucci, Matteo Bernardini
Un mezzo del Reparto mobile di Padova danneggiato a Bologna
Un mezzo del Reparto mobile di Padova danneggiato a Bologna

Sono dieci gli agenti del Reparto mobile della Polizia di Stato di Padova rimasti feriti nel corso degli scontri di sabato a Bologna. I poliziotti sono rimasti al pronto soccorso del capoluogo felsineo sino a domenica mattina prima di rientrare a Padova intorno alle 13. Sono stati dimessi con prognosi che vanno dai tre ai 15 giorni. Tutti hanno riportato ferite da lancio di oggetti: biciclette, transenne, sanpietrini. Pesanti anche i danni riportati ai mezzi della polizia impiegati.

La presenza degli agenti padovani (in tutto 30) alla manifestazione di Bologna, inizialmente non era stata prevista. Sono stati chiamati per fronteggiare la fase più acuta degli scontri che si sono protratti dalle 16 a dopo le 21 portando al pesante bilancio finale in fatto di feriti e di mezzi danneggiati.

La piazza di sabato a Bologna era stata convocata da “Carrelli vuoti”, che ha riunito alcune sigle di collettivi e realtà antagoniste cittadine (Cua, Crash, Plat) in piazza Minghetti, contro il carovita. Poi nel gruppo però, secondo quanto si apprende, si sarebbero infiltrati numerosi giovani di origine straniera, in maggior parte minorenni. Con una chiamata sui social, via Telegram con gruppi creati ad hoc: i ragazzi sono arrivati anche da altre città della regione, con l’obiettivo dichiarato di emulare quanto successo in Francia nell’ultimo periodo.

Verona

Disordini in Veneto si sono ripetuti anche a Verona, nel pomeriggio di sabato. Il caos è iniziato intorno alle 16:40, quando è stata rilevata la presenza di una quarantina di giovani nelle vicinanze di Piazza San Nicolò, alcuni dei quali parzialmente travisati e sorpresi a rovesciare un cassonetto dei rifiuti, poi cosparso di benzina.

Due ore dopo è stato registrato un nuovo assembramento di un centinaio di persone sulla scalinata del Palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra. Nel frattempo, personale della Digos aveva rilevato la presenza di una trentina di militanti di estrema destra radunatisi nelle vicinanze.

Grazie alle misure di contenimento adottate e coordinate dalla Questura scaligera, è stato possibile evitare la contrapposizione, scongiurando qualsiasi contatto diretto. E per fortuna non si sono registrati feriti.

In serata è stato rilevato un nuovo assembramento in Piazza Pradaval di circa quaranta giovani con al seguito alcuni estintori. Gli agenti delle volanti, poi, hanno spento un principio di incendio di due cestini dei rifiuti. Durante le fasi di identificazione di alcuni dei giovani presenti, il lancio di una bottiglia di vetro ha danneggiato un'auto della Questura.

La polizia ha identificato oltre 60 persone, portandone in Questura sette, di cui sei minorenni, tutti residenti in provincia di Verona. Sono scattate sei denunce a vario titolo per i reati di tentato incendio, blocco stradale, getto pericoloso di cose, travisamento, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, e ricettazione. È ancora in corso l'esame delle immagini di videosorveglianza e dei video diffusi online per individuare ulteriori responsabili.

Il Siulp

Il segretario provinciale del Siulp di Verona, Davide Battisti, interviene sui disordini: «I disordini verificatisi nel centro di Verona, riconducibili a gruppi di giovani protagonisti di condotte violente e provocatorie, avrebbero potuto determinare conseguenze ben più gravi per la sicurezza delle persone, l'ordine pubblico e l'immagine della città, se non fosse stato per il tempestivo intervento e la professionalità dimostrata dalle Forze dell'Ordine, coordinate dalla sala operativa della Questura».

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia