Ogni sera Silvana cenava con i tre figli
Silvana Cassol era una mamma affettuosa e legata ai suoi tre figli tutti ventenni e non le era parso vero di trovare un appartamento in vendita a poche centinaia di metri da loro, dalla casa in cui erano nati e cresciuti, in cui si era trasferita col primo marito quando si erano sposati. «Silvana vedeva i figli tutti i giorni» racconta l’ex marito dal quale la donna è separata dal 1995 «ed erano a cena da lei ogni sera. Se non la vedevano a cena, si trovavano per un caffè e una sigaretta al pomeriggio. L’ultima volta è stato proprio martedì».
Quando aveva conosciuto Gabriele Ghersina,dieci anni fa, Silvana si era trasferita con lui a Terrassa Padovana. Con lei per un po’ di tempo era andata a vivere anche la seconda figlia, che però aveva preferito tornare a Cadoneghe per avvicinarsi di più agli amici e alla scuola. Per questo i tre ragazzi erano rimasti col padre, contrariamente a quanto accade nelle separazioni, proprio perché volevano vivere nell’ambiente in cui erano cresciuti ed erano inseriti, vicini ai nonni e alle zie. «A Silvana, però, aveva iniziato a pesare la distanza dai nostri tre figli», prosegue l’ex marito, «e appena ha potuto si è trasferita qui vicino». I rapporti tra loro erano distesi, sebbene l’ex marito non potesse telefonarle, nemmeno per parlarle dei ragazzi, dei loro problemi e delle loro necessità. «Gabriele Ghersina era gelosissimo e le faceva scenate se mi sentiva al telefono. Così ho smesso di chiamarla. Ciò che sapevo di lei, me lo raccontavano i ragazzi. Gabriele poi non lo salutavo nemmeno: se anche mi trovava sotto casa, nel giardino mentre passeggiava col cane, non mi rivolgeva mai un saluto né tantomeno la parola. In dieci anni gli avrò parlato una volta sola». Ma coi ragazzi andava d’accordo, se poteva li aiutava, come quando era andato ad acquistare il motorino con la figlia più piccola. «I ragazzi sapevano che si stavano lasciando» rivela, «ma non si aspettavano certo che Gabriele uccidesse la loro mamma. Quando queste cose le senti alla televisione, ti pare che capitino molto lontano da te. E invece quando ti accadono veramente, ti accorgi che sono reali e che fatichi a renderti conto dei segnali premonitori prima che accadano».
Il rapporto tra Silvana e Gabriele si era incrinato da qualche tempo, ma nessuno ci aveva dato peso più di tanto, poiché la loro relazione aveva continui alti e bassi. Si erano lasciati alcuni anni fa, per un periodo, prima del matrimonio. Poi con le nozze le incrinature si erano appianate. Adesso lei voleva lasciarlo, ma lui non voleva andarsene e lei era anche una donna che non voleva stare da sola, per cui rinviava sempre la separazione. Probabilmente lunedì o martedì, al ritorno di Gabriele da un fine settimana passato dai suoi per permettere ad entrambi di chiarirsi le idee sul loro futuro, lei deve aver preso una decisione definitiva che il poliziotto non ha accettato. E ha ucciso la moglie Silvana e poi se stesso. I ragazzi purtroppo hanno saputo della morte della madre nel modo più terribile: per caso. La seconda dei figli era uscita di casa in scooter per recarsi a lezione all’università e passando davanti alla casa della madre aveva notato polizia e carabinieri, ma soprattutto il cane Luik, in strada, tenuto da un poliziotto. Si è fermata a chiedere cosa fosse successo e ha scoperto che il folle Gabriele aveva portato via per sempre la mamma a lei e ai suoi fratelli.
Cristina Salvato
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