Migliaia di operai sul ponte
La rabbia dei metalmeccani contro la chiusura delle fabbriche

MESTRE. Dopo il corteo unitario degli operai di Alcoa in aeroporto di mercoledì scorso, tra le 9 e le 11 di ieri mattina, i metalmeccanici veneziani - chiamati ad uno sciopero di quattro dalla sola Fiom-Cgil - hanno sfilato sul ponte della Libertà, chiuso al traffico, urlando slogan e sventolando le loro bandiere «contro chi usa la crisi per smantellare le industrie e i posti di lavoro».
Migliaia i lavoratori che hanno sfilato: 3 mila per la Questura, 8 mila secondo la Fiom. In ogni caso, si è trattato di una delle manifestazioni sindacali più partecipate degli ultimi anni, in città. La «conquista» da parte delle tute blu della Fiom del ponte della Libertà - la «porta» per Venezia - è stata civile e senza alcun disordine, ma sofferta e piena di rabbia. In testa al corteo lo striscione con su scritto: «Democrazia, contratto. Più salario, più diritti. Blocco dei licenziamenti».
Il segretario provinciale della Fiom, Giorgio Molin, ha ribadito anche ieri che «per opporsi al tentativo di chiudere le industrie di Marghera non resta che occupare le fabbriche».
La crisi sta colpendo le aziende industriali sia in città che in provincia. Il settore metalmeccanico, insieme alla chimica di base, è uno dei più colpiti dalla crisi finanziaria e dei mercati. Molin ha anche criticato «l’accordo separato sul contratto firmato da Fim-Cisl, Uilm e Federmeccanica che suscita indignazione perché viola le regole della democrazia e toglie strumenti di intervento al sindacato per affrontare la crisi».
A Marghera, sono tante le aziende metalmeccaniche in crisi; dall’Alcoa che produce alluminio ai cantieri navali De Poli che hanno già chiuso e quelli di Fincantieri che presto potrebbero essere in difficoltà per mancanza di nuove commesse di navi da crociera. In crisi anche l’Ilva che ha messo gli operai in cassa integrazione e così la Simar, la fonderia Beltrame (ex Sidermarghera), Idromacchine, Berengo, Marcato, Saimi, Flag ed Ifi. In difficoltà anche molte industrie della Riviera del Brenta (tra cui Aprilia e Speedline), e di moti comuni del Veneto Orientale (come Lafert ed Eurotec), a cominciare da San Donà e Portogruaro.
La manifestazione sul ponte per Venezia ha causato meno disagi alla circolazione di quanto successo in passato- Stavolta,, grazie all’annunciato e blocco del traffico, dalle 9 alle 10.30 di ieri mattina, annunciato dal Comune fin dal giorno precedente. Una pattuglia della Polizia, ferma su rampa Rizzardi, ha deviato le auto che ceravano di andare verso il centro storico. Ci sono state code in città ma per lo meno la situazione è stata governata. Un certo numero di auto e di camion però è riuscito ad immettersi in via Libertà, dando vita ad un incolonnamento, dietro al corteo delle tute blu che però sarebbe potuto essere ben più lungo se non ci fosse stato il blocco del traffico.
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