Lega, in Veneto cresce la fronda interna contro Di Rubba e Centenaro
Suppletive: In Polesine delusione per l’esclusione di Silvia Cestari. Padova, un gruppo tentato dal boicottaggio verso l’ex consigliere

C’è aria di fronda nei territori del Padovano e del Polesine al voto nelle Suppletive del 22 e 23 marzo per eleggere i successori alla Camera di Massimo Bitonci e Alberto Stefani.
Una sfida dall’esito scontato, in apparenza: nel turno precedente (correva il 2022) i collegi sancirono il largo successo del centrodestra, con percentuali di consenso vicine al 60% e sfidanti progressisti distanziati di una quarantina di punti.
Stavolta, però, a movimentare la vigilia concorre il timore di “fuoco amico” nel campo leghista, dove la designazione dei candidati innesca polemiche e malumori.
È il caso di Giulio Centenaro, anzitutto.
Il veterano di Santa Giustina in Colle, consigliere regionale uscente e primo dei non eletti, sconta l’opposizione dell’influente Daniele Canella, sindaco di San Giorgio delle Pertiche, vicepresidente vicario della Provincia e collaudato regista di preferenze.
Un’ostilità irriducibile, la sua, che potrebbe tradursi nel boicottaggio del “collega” di partito, sia in forma di astensione diffusa che – le voci dell’ultima ora – nel silenzioso dirottamento di voti ai competitor: Antonino Stivanello del centrosinistra, Mario Adinolfi (Il Popolo della Famiglia), Andrea Paccagnella del Movimento Ora.
Non bastasse, un altro esponente di spicco dell’Alta, Roberto “Bulldog” Marcato contesta sia le modalità che il merito della discesa in campo di Centenaro, definito tout court un “vannacciano” .
Al riguardo, il segretario leghista Nicola Pettenuzzo esprime amarezza per il clima avvelenato e prova a placare gli animi: «Tensioni? Può essere, quando si compie una scelta è difficile soddisfare tutte le esigenze.
Oggi la politica sconta i personalismi, che emergono con prepotenza, innescando un po’ovunque battaglie fratricide. Perché l’ideologia si è spenta e l’ansia di raggiungere obiettivi individuali prevale. È un po’triste, sì».
I rumors: «Sento tanti chiacchiericci, se qualcuno sta complottando di certo non viene a riferirmelo, magari è un mal di pancia che passerà. Giulio? Ha avuto ruoli di responsabilità nella Lega, non lo definirei un seguace del generale, al più ne ha condiviso qualche pensiero.
Ora il vero problema è scaldare il cuore dell’elettorato, al momento tiepido. Sono ottimista, i militanti si stanno muovendo e gli alleati promettono sostegno».
Lui, Centenaro, fa spallucce. «Le polemiche non mi interessano, io bado ai problemi dei cittadini: servizi sociali, sanità, viabilità, lavoro, rischio idrogeologico. Sono orgoglioso di rappresentare la Lega e l’intero centrodestra unito, agirò con coerenza, come ho sempre fatto».
Uno sguardo a Rovigo, dove la maretta nasce dalla volontà salviniana di catapultare da Milano il commercialista Antonio Di Rubba, tesoriere del Carroccio, condannato in primo e secondo grado per peculato.
La mossa ha escluso dai giochi la naturale candidata locale, Silvia Cestari, irritandone i sostenitori, lesti a tempestare di post indignati la chat padana. Tant’è. Sabato, nel capoluogo, c’è stata la sospirata presentazione del lombardo, che ha promesso “eterno amore” al Polesine. Chissà se sarà ricambiato… «Ma io non ho notizie di fronda, anzi, ho ricevuto un’accoglienza calorosa.
L’astensionismo? È un rischio reale, perciò mi batterò con tutte le forze per mobilitare gli elettori, sia alle suppletive che al referendum, dove la vittoria del sì rappresenterà una conquista di civiltà».
Se la vedrà con Giacomo Bovolenta (Pd) e Giuseppe Padoan di Italia Resiste Libera.
A dargli coraggio, il segretario del partito rodigino, Guglielmo “Memo” Ferrarese: «D’accordo, ci sono state discussioni, anche vivaci, è la dialettica democratica. E siccome manca poco più di un anno alla fine della legislatura, abbiamo optato per una personalità già inserita nella politica romana. Più che la carta d’identità, abbiamo privilegiato efficacia e relazioni. Che altro? Siamo fiduciosi, il buonsenso prevarrà e avremo buoni risultati».
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