La protesta dell'Alcoa. Ponte della Libertà bloccato. Mille operai in corteo

Il blocco sul Ponte della Libertà tra Venezia e Mestre è finito, e il traffico è stato ripristinato. Continua però la protesta degli operai che si sono divisi in tre gruppetti di una decina di persone e hanno "scalato" l'uno la torre del Petrolchimico di Porto Marghera alta 170, il secondo un altro camino alto 50 metri e il terzo è salito sul tetto di un'azienda - la Vinyls - che proprio ieri ha annunciato la messa in cassa integrazione di 170 operai
La rabbia degli operai dell’Alcoa - in corteo dietro una simbolica bara funebre - ha invaso ieri l’aeroporto. E oggi si replica con il blocco del ponte della Libertà per l’annunciato corteo dei metalmeccanici.


Il Comune ha deciso, in via cautelativa, la chiusura del ponte dalle 9 alle 10.30 per consentire lo svolgimento della manifestazione. I metalmeccanici della Fiom-Cgil hanno indetto 4 ore di sciopero.


Oltre duecento gli operai di Alcoa - che temono il licenziamento se l’Unione Europea confermerà il taglio delle tariffe elettriche agevolate finora concesse a questa multinazionale dell’alluminio - hanno sfilato ieri mattina dietro le bandiere di Fiom, Fim e Uilm, lungo via Triestina e via Galilei, a Tessera. Il corteo ha proseguito con «l’occupazione» delle sale arrivi e partenze dell’aeroporto Marco Polo. In tilt il traffico stradale di via Triestina, uno degli assi viari nevralgici della città. Una mattinata di passione per gli automobilisti che anche oggi avranno a che fare col blocco del Ponte della Libertà per il corteo annunciato dalla Fiom-Cgil provinciale, concomitante con lo scipero di quattro ore indetto da questa sola organizzazione sindacale per oggi. Il corto partirà alle 9 da via Righi (davanti a Fincantieri) e proseguirà lungo il ponte per Venezia. Il Comune, però, ha sgonfiato il previsto effetto caos con un annuncio del comandante della Polizia Municipale Marco Agostini: «Il ponte, dai cantieri navali a piazzale Roma, sarà chiuso al traffico dalle 9 alle 10.30. Si consiglia pertanto a coloro che in quella fascia oraria devono recarsi a Venezia di utilizzare il treno».


Ieri la Polizia municipale è stata impegnata nel difficile compito di tenere sotto controllo la situazione caotica del traffico. Molte auto dirette al Marco Polo sono rimaste intrappolate dietro al corteo. Tanti viaggiatori che temevano di perdere il volo, sono scesi dai bus in coda e a piedi con i trolley, si sono incamminati a passo spedito verso l’aerostazione. Il corteo in sciopero si è trasformato in una specie di scaramantico «funerale» dell’Alcoa. Un gruppetto di operai ha portato in manifestazione una bara in finto alluminio con la scritta: «Fu Alcoa». Ci sono stati dei momenti quasi teatrali sia in strada che all’aeroporto, in cui sono state simulate scene di pianto davanti alla bara, sopresi i viaggiatori stranieri. Un operaio senegalese, inoltre, si è esibito col djembe, tamburo tradizionale africano, strappando l’applauso in sala arrivi. «In Africa - ha detto - ogni suono del tamburo rappresenta un sentimento. Oggi, ho voluto trasmettere la rabbia dei lavoratori di Alcoa che non ci stanno a perdere il posto di lavoro». I lavoratori, infatti, sono in attesa da settimane di una decisione della commissione europea che potrebbe bocciare le tariffe speciali dell’energia elettrica, applicate all’azienda nel nostro Paese dal 2005 sino ai giorni nostri, in base alla legge 80. Se l’Europa annullasse le tariffe speciali, potrebbe chiedere ad Alcoa di restituire i soldi risparmiati in questi anni, per un valore di 460 milioni. Se ciò accadesse, Alcoa probabilmente chiuderebbe mettendo a rischio i posti di lavoro (420 diretti e 400 lavoratori terzi a Fusina e 600 in Sardeegna). Il ministro Ronchi è riuscito a far scendere la quota, che Alcoa eventualmente dovrebbe restituire, a 100 milioni, una cifra comunque consistente. Il ministro Scajola, invece, sta lavorando ad un accordo tra Enel e Alcoa che possa permettere all’azienda di pagare l’energia ad un prezzo compatibile anche se l’Europa annullasse le tariffe speciali.

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