La corona alla veronese Battistibattute le province «storiche»
BIBIONE. Dopo dieci anni di incontrastato dominio del triangolo d’oro Padova-Treviso-Venezia, e a vent’anni esatti dall’ultima portabandiera cittadina di qualche risalto, sulla passerella di Miss Italia nella notte in cui si va ad eleggere Miss Veneto, una veronese spariglia tutte le certezze: irrompe la bellezza di Silvia Battisti, e non c’è praticamente più gara

La rappresentante della nostra regione, direttamente ammessa alla finale di Salsomaggiore, ha 18 anni, viene da San Martino Buonalbergo e studia al liceo della comunicazione con indirizzo sportivo, pratica la pallavolo. Ha tre sorelle, due più grandi e già sposate e l’altra gemella ma «molto diversa sia nel carattere che nel fisico», ha una mamma e il ricordo di un papà che è morto quando lei aveva solo 7 anni, e del quale porta sempre al polso l’orologio, così sente il tempo passare assieme a lui.
E siccome è una miss c’è dell’altro: è alta 1.81, taglia 38-40, pesa 55 chili e a dispetto dei numeri è il contrario dell’anoressia. E’, piuttosto, un fiore. Capelli neri, occhi azzurri: onestamente, uno splendore.
La sorte assegna a Silvia l’ultimo numero di gara, il 42, così esce in passerella per ultima in una notte talmente umida da bagnare capelli e maglioni ai quasi tremila spettatori di piazzale Zenith, e far venire la pelle d’oca alle ragazze in body. Di quanto visto prima di lei, restano nella memoria Valentina Agnoletto, veneziana dal musetto assai intrigante (il corpo è perfetto), Giorgia Albarello di Padova, con quella coraggiosa e insolita coda tiratissima che denota un gran bel carattere, Martina Beretta di Maserà di Padova, che non a caso diventa Miss Eleganza perché come sfila lei, non sfila nessuna delle altre. E infatti sono tutte in prefinale assieme a una nutrita schiera di venete che tra tutte le province lascia a casa solo Belluno (ma la città aveva una sola concorrente).
Silvia si impone perché è bella dal vivo (piacerà alla giuria tecnica), e bellissima in tv (piacerà alla giuria popolare che comanda il televoto); ha quasi un mese di tempo per perfezionare il portamento, e sciogliere le spalle perché camminare in passerella non è come andare sotto rete. Prima di lei, Verona può ricordare al concorso solo la gloria di Michela Rocco di Torrepadula, ora signora Mentana (Enrico), che nel 1987 arrivò seconda e il giorno dopo si ritrovò prima per la cacciata della (stupenda ancora oggi) Mirka Viola, rea di essere sposata e avere un figlio. Altri tempi.
Sulla passerella di Bibione, che si candida a una lunga permanenza del concorso portato via giusto quest’anno alla storica piazza di Jesolo, si sono viste 42 ragazze ma non altrettante bellezze: è un classico, e poi non sempre la bellezza dal vivo viene esaltata dalla tv, per cui la giuria poteva guardare in contemporanea le concorrenti sia su schermi che in passerella. Silvia Battisti ha ricevuto fascia e corona dalle mani della padovana Martina Mason, vincitrice dello scorso anno, che conclude felice la sua esperienza e si proietta sul test di ammissione a Medicina, nei prossimi giorni all’Università di Padova, il vero sogno della sua vita.
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