Quarantamila chilometri in tre anni attraverso le Americhe: l’impresa da record
I bellunesi Andrea Centelleghe e Omar Turrin hanno attraversato 18 Paesi pedalando da San Paolo fino a Ushuaia e poi attraverso le Americhe fino a Prudhoe Bay

Oltre 40.000 chilometri su due ruote, due continenti e 18 Paesi attraversati. Una monumentale impresa ciclistica quella compiuta da Andrea Centelleghe, 23enne di Sedico, e Omar Turrin, 34enne di Feltre.
Partiti da San Paolo in Brasile nell’ottobre 2023, sono discesi fino a Ushuaia alla “Fin del Mundo”, risalendo poi le Americhe e concludendo la pedalata tra i ghiacci dell’Alaska. Nessun viaggio commerciale o con velleità da travel blogger, bensì un’avventura affrontata con lo spirito autentico di chi vuole esplorare e godersi il viaggio a ritmo lento. Una traversata leggendaria a unire idealmente l’estremo sud e l’estremo nord del continente americano in un unico, immenso viaggio durato quasi tre anni e conclusosi qualche settimana fa.
L’idea era nata da una proposta di Omar, viaggiatore esperto che già nel 2018 si era spinto in sella dall’Italia fino in Mongolia. Ad accoglierla con entusiasmo e un pizzico di sana spregiudicatezza l’amico Andrea, all’epoca appena ventenne e al debutto in un’impresa di così imponente portata.
Come detto, dal Brasile Andrea e Omar hanno disceso l’intero continente fino a raggiungere Ushuaia, capoluogo della provincia argentina della Terra del Fuoco nonché città più australe al mondo. Da lì è iniziata la lunghissima risalita verso nord, attraverso una linea verticale che ha tagliato in due le Americhe lungo la rotta della Panamericana, conclusasi il 13 agosto al raggiungimento di Prudhoe Bay all’estremo nord dell’Alaska.
Il viaggio
Il percorso si è rivelato un vero e proprio compendio di geografia e resistenza umana. I due bellunesi hanno pedalato attraverso i paesaggi più disparati e ostili del pianeta: dalle foreste e dall’umidità soffocante del Sudamerica alle sferzate dei venti patagonici, capaci di spostare le biciclette cariche di bagagli con peso superiore ai 30 chili.
Hanno affrontato le tappe ad alta quota della Cordigliera delle Ande, pedalando a oltre 4.000 metri di altitudine con l’aria rarefatta, per poi sfidare l’estrema aridità del Deserto di Atacama, fino a risalire l’America Centrale e attraversare le infinite distese dei parchi del Nord America raggiungendo poi i confini selvaggi dell’estremo nord.
L’impresa è stata documentata passo dopo passo sui canali social dei due protagonisti, in particolare sulle loro pagine Instagram diventate nel tempo un diario di bordo seguito da migliaia di appassionati. Tuttavia, la condivisione online non è mai stata il fine del viaggio: Andrea e Omar non sono due travel blogger e non si sono mossi a caccia di follower o like.
«Ci hanno accolto ovunque»
Sul profilo di Andrea è stato tracciato un bilancio numerico con precisione ragionieristica che fotografa una routine fatta di fatica, polvere e adattamento. 1047 giorni di viaggio, 18 Paesi, un dislivello positivo di 398.600 metri – come scalare l’Everest 45 volte – 106 notti trascorse in alberghi o ostelli, a fronte di 336 notti vissute in tenda e ben 605 notti da ospiti della popolazione.
«Passare tre anni in sella a una bicicletta ti cambia la prospettiva sul mondo e su te stesso», raccontano. «Impari che i limiti sono flessibili e che la fatica della salita scompare non appena si apre davanti a te la bellezza di un nuovo paesaggio. Ma la vera ricchezza è stata l’ospitalità che abbiamo ricevuto: le oltre seicento notti passate a casa di sconosciuti, dai contadini delle Ande ai residenti dei piccoli villaggi dell’Alaska, ci hanno dimostrato come l’empatia e la fiducia reciproca superino ogni differenza culturale».
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