Il Met sul trono dei ristoranti venetiSeguono l'Aromi e il da Fiore
Quest’anno la guida ha anche una versione «mobile» su iPhone

La novità della guida I Ristoranti d’Italia dell’Espresso 2010 è che quest’anno ha anche una versione “mobile” su iPhone. E con un supplemento di 7,99 euro si può scaricare la versione interattiva su iTunes. Come dire che la Guida ti porta a braccetto fino al ristorante prescelto che si può anche memorizzare tra i preferiti. Poi, per quanto riguarda i ristoranti, come evidenziamo nella piccola scheda qui sotto, le novità non sono poi molte: «vincono» i soliti.
Nella classifica delle regioni il Veneto è all’ottavo posto, prima Lombardia in grande crescita, così come Piemonte e Campania. La Guida è stata presentata ieri alla Stazione Leopolda di Firenze e c’è stato un attimo di commozione quando il direttore Enzo Vizzari ha ricordato la figura di Carlo Caracciolo direttore storico, ma soprattutto editore e fondatore della Guida. I voti, in generale, sono stati abbassati di un punto, e gli autori della Guida hanno riscontrato l’aumento del divario tra la fascia alta e quella medio-bassa e bassa della ristorazione. Quindi, chi guadagna anche un punto, ha compiuto un grande balzo e la parità con l’anno precedente è un progresso.
Come quello di Corrado Fasolato, chef del
Met
all’Hotel Metropole di Venezia, primo assoluto nella fittizia graduatoria veneziana, che ha «un tocco tanto cosmopolita che si stenterebbe a pensare di essere a Venezia. Del resto, tra queste stesse mura, Antonio Vivaldi compose capolavori come i Concerti e le Quattro Stagioni». E cresce, invece, di mezzo punto l’
Aromi
del Molino Stucky, grazie alla mano sui fornelli di Franco Luise, che fa «una cucina di alta qualità, ha identità, dà piacere, è lontana mille miglia dai clichè dei ristoranti d’albergo». Buona, in Laguna, anche la performance dell’osteria
da Fiore
, il primo delle «tavole» senza albergo annesso, che, come si dice, mantiene la «quotazione», così come fanno i due
Harry’s
e il
Ridotto
.
A conti fatti, più o meno come l’anno scorso. E nonostante che il 2009 sia stato anno poco felice per la ristorazione. Molti locali hanno chiuso, tanti hanno passato la mano, molti altri stanno lottando ancora per far tornare i conti. «Nulla tornerà come prima - ha detto Vizzari - anche nel 2010 le cose forse non cambieranno in meglio. La ristorazione deve essere ripensata, altrimenti sarà la resa dei conti. La domanda di qualità alta e costosa si concentrerà su un numero di locali ridotto. La fascia medio-alta dovra legittimare ogni giorno ambizioni e pretese (prezzi) e prestazioni (qualità) nei confronti di un pubblico più attento nello spendere. Tutti, insomma, dovranno dare la miglior qualità possibile al minor prezzo possibile».
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia
Leggi anche
Video








