Nuovo Hospice pediatrico a Padova: lavori al via a giugno, investimento da 11 milioni

La struttura sorgerà in via Falloppio e ospiterà il Centro regionale per le cure palliative pediatriche. Accanto all’Hospice previsti un polo formativo, alloggi per le famiglie e il Giardino Città dei bambini: serviranno nuovi fondi

Simonetta Zanetti
La presentazione del nuovo hospice pediatrico a Padova
La presentazione del nuovo hospice pediatrico a Padova

Prenderanno il via a giugno i lavori per la realizzazione del nuovo Hospice pediatrico in via Falloppio 17.

Il 24 dicembre è stata indetta la procedura di affidamento con l'obiettivo di arrivare a completamento entro il 2027: un progetto da poco meno di 11 milioni di euro tra i circa 9 di finanziamento statale, i 973 mila euro della Regione e il milione della Fondazione Cariparo.

Nuovo Hospice a Padova, le testimonianze di due giovani: «Le barriere sono negli occhi di chi guarda»

Ma il progetto della struttura che accoglierà il Centro regionale per le cure palliative pediatriche, fortemente voluto dalla Fondazione La Miglior Vita Possibile e presentato in Azienda Ospedale Università a Padova, poggia su altri due pilastri altrettanto fondamentali, la realizzazione di un centro formativo in via Sant'Eufemia, per la cui realizzazione serviranno tra i 3,5 e i 3,8 milioni, e le casette in via San Massimo, per cui si stima ci vorranno altri 5 milioni di euro.

E per cui presto sarà necessario dare il via a una nuova raccolta fondi.

Sempre in via Sant'Eufemia prevista anche la sistemazione del Giardino Città dei bambini, dedicato a tutti i bambini e di cui potranno giovarsi sia gli ospiti dell'Hospice che i bambini che in qualche modo gravitano sulla Pediatria: servirà un milione di euro.

A testimoniare l'importanza di dare supporto alle strutture che si occupano dei giovani e giovanissimi affetti da malattie inguaribili ma curabili, la padovana Emma Tognin, 23 anni, affetta da atrofia muscolare spinale di tipo 2, studentessa di Semeiotica a Bologna e il 26enne Filippo Arnaudo, di Treviso, affetto da distrofia muscolare e studente di Belle Arti a Venezia appena tornato da una vacanza a Dubai: le barriere sono negli occhi di chi guarda, il loro messaggio

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